di Giuseppe Tassi

Un bel viaggio nel cuore della storia Fiat aiuta a vedere un futuro più rosa. Succede al Lingotto, dove John Elkann oggi chairman di Stellantis (il gigante mondiale dell’auto con i suoi tredici marchi) pronuncia parole piene di orgoglio torinese.

Lo fa per illustrare alla stampa la nuova veste della storica fabbrica, nata all’inizio del ’900 ed ora riconvertita a Casa 500 e giardino pensile con vista sulla pista sopraelevata. L’occasione è ottima anche per riaffermare che Fiat non è la periferia dell’impero nel gigante Stellantis, che progetti e capitali continueranno a gravitare nell’area italiana; che i concetti di design, stile, e made in Italy sono valori irrinunciabili anche per Tavares.

Un orgoglio di bandiera che il ceo francese di Fiat, Olivier Francois, riafferma in modo netto: "Fiat è attualmente il primo brand di Stellantis in termini di volumi con 1 milione di veicoli già venduti nel 2021 e la forza del nuovo gruppo ci fa guardare con ottimismo al futuro. Dal 2023 Fiat presenterà almeno un nuovo modello ogni anno, che avrà anche una sua versione completamente elettrica".

Poichè l’istrionico Olivier è uno che bada al sodo, prendiamo queste sue parole come un impegno vero della galassia Stellantis verso il mondo Fiat, più che mai bisognoso di un rilancio in grande stile.

Previsioni simili, pronunciate nella sacra cornice del Lingotto, sono un impegno importante, una scommessa sul futuro. Dentro la sua vecchia cattedrale pagana la Fiat ha avuto un sussulto di vita e di orgoglio. John Elkann faccia tesoro di questo entusiasmo e obblighi Stellantis a rispettare gli impegni.