di Massimo Cutò "È nato tutto nella vecchia casa dei nonni in via Zezon, qui a Milano. Mio padre Guido e mio zio Franco Crepax all’ora di pranzo, due fratelli: uno introverso, timido e riservato; l’altro bello, narcisista e manager geniale. Franco il discografico lanciò l’amo: Guido, tu che hai mani fantastiche, mettiti a disegnare le copertine dei vinili e a venderle penso io. Andò proprio così". È una storia familiare anche questa, come tutte le storie che partono da casa Crepax e finiscono nelle immagini di un artista unico. Valentina, certo. Ma non solo. Guido Crepax è stato un disegnatore senza confini, che spaziava dal fumetto alle riviste di moda. Passando per le copertine dei dischi: 78, 33 e 45 giri. Il gioco di una vita. "Ha cominciato nel ‘53 a vent’anni – spiega...

di Massimo Cutò

"È nato tutto nella vecchia casa dei nonni in via Zezon, qui a Milano. Mio padre Guido e mio zio Franco Crepax all’ora di pranzo, due fratelli: uno introverso, timido e riservato; l’altro bello, narcisista e manager geniale. Franco il discografico lanciò l’amo: Guido, tu che hai mani fantastiche, mettiti a disegnare le copertine dei vinili e a venderle penso io. Andò proprio così". È una storia familiare anche questa, come tutte le storie che partono da casa Crepax e finiscono nelle immagini di un artista unico. Valentina, certo. Ma non solo. Guido Crepax è stato un disegnatore senza confini, che spaziava dal fumetto alle riviste di moda. Passando per le copertine dei dischi: 78, 33 e 45 giri. Il gioco di una vita.

"Ha cominciato nel ‘53 a vent’anni – spiega Antonio Crepax, curatore dell’Archivi– - ed è andato avanti quasi fino alla fine. L’ultima cover è del ‘99 dedicata a Fats Navarro. Mio padre sarebbe morto quattro anni dopo, divorato lentamente dalla sclerosi a placche".

Ora il censimento è ultimato. I titoli sono 277, elencati in uno splendido libro-album edito da Volo Libero. La lista è sorprendente. Il disegno del maestro taciturno accompagna Armstrong e Xavier Cugat, Peppino di Capri e Carosone, i Camaleonti e Rinaldo Ebasta, Giancarlo Sbragia e Gastone Moschin, Bach e Mussorgsky. Musica leggera, pop, rock, classica. Gli antenati degli audiolibri. Le favole per i bambini. E soprattutto jazz. Tanto, tantissimo jazz.

È stata la sua passione?

"Guido lavorava con il giradischi acceso. Ascoltava Schubert e Beethoven, del resto mio nonno era primo violoncellista alla Scala. Però citava una frase di Jim Flora, grande illustratore di cover: la classica ruba la concentrazione, il jazz scorre nelle vene e aiuta il flusso creativo".

Ha creato moltissimo.

"Le copertine di metà anni ‘50 erano brutte e anonime. Semplici custodie incapaci di attrarre l’attenzione. Con Crepax partì la rivoluzione grafica: stupì perfino gli americani che avevano creato il genere. Il suo punto di riferimento era David Stone Martin, grande disegnatore di copertine jazz per la Columbia".

Come adattava la sua cifra alla musica?

"È stato un artista molto flessibile, trasversale, attento alle contaminazioni. Ha fatto copertine coloratissime sfatando il mito dell’autore in bianco e nero. Citava i film western e la fantascienza conservando un segno riconoscibile al primo impatto".

Ha trasportato il fumetto nelle cover?

"Era inevitabile. Il fumetto l’aveva nella mente e appiccicato alle dita. Alcuni esempi sono eclatanti".

Ne elenca qualcuno?

"La canzone di Massimo Ranieri intitolata Per una donna. Il volto in copertina viene dalla sua versione disegnata del romanzo erotico Histoire d’O che fece arrabbiare le femministe. Ma il nudo per lui era una esaltazione del potere della donna, non altro".

A un certo punto scoppiò la pace.

"Anche le più irriducibili capirono: Crepax non faceva battaglie politiche ma stilistiche. La copertina di Io e Mara di Baldan Bembo, disco del ‘69, mostra una ragazza figlia della contestazione e della rivoluzione sessuale. Tema sviluppato con la tecnica del collage perfezionata sulla rivista Novella".

E Valentina? Non era perfetta come ragazza copertina?

"Altroché. Appare nel ‘65 per il 45 giri Milano della Cgd. Il cantante è un giovanissimo Claudio Lippi, voce solista dei Crociati. Quel volto è una scoperta: di lì a pochissimo Valentina avrebbe esordito sulle pagine di Linus".

Usava la fotografia?

"Accadeva spesso quando in copertina c’era una donna perché diceva che non era capace di disegnarle. Sembra un paradosso, ma era un autodidatta. E un perfezionista. Ha educato la mano con l’addestramento continuo".

Qual è la sua copertina più famosa?

"Quella per il 33 giri Nuda dei Garybaldi. Un classico del progressive rock , illustrato da un disegno che si apre in tre. La ragazza è Bianca, una delle eroine a fumetti di Crepax. Bellissima e sensuale come tutte le sue donne".