Pasquale Squitieri (1938-2017) con la moglie Ottavia Fusco, oggi 54 anni
Pasquale Squitieri (1938-2017) con la moglie Ottavia Fusco, oggi 54 anni
di Giovanni Bogani È un lungo, appassionato racconto d’amore. Un racconto d’amore scritto dalla donna che quell’amore lo ha vissuto, e lo ha perduto. Anzi no, non lo ha perduto. In qualche modo, profondo, lo vive ancora.Dal primo incontro, come in quei film: poche scene, ed è già un destino. Due mani che si incrociano, si stringono in un caffè di piazza del Popolo, e non ce n’è più per nessuno. Lei attrice, cantante, piemontese, composta, misurata, persino timida. Lui è Pasquale Squitieri, napoletano, provocatore, attaccabrighe, geniale, creativo, seduttore, creatore dal nulla di improvvise euforie e di improvvisi scontri. Maestro di cinema, ma anche di spaghetti cucinati come si deve, di vita strappata a morsi, di discorsi che...

di Giovanni Bogani

È un lungo, appassionato racconto d’amore. Un racconto d’amore scritto dalla donna che quell’amore lo ha vissuto, e lo ha perduto. Anzi no, non lo ha perduto. In qualche modo, profondo, lo vive ancora.Dal primo incontro, come in quei film: poche scene, ed è già un destino. Due mani che si incrociano, si stringono in un caffè di piazza del Popolo, e non ce n’è più per nessuno. Lei attrice, cantante, piemontese, composta, misurata, persino timida. Lui è Pasquale Squitieri, napoletano, provocatore, attaccabrighe, geniale, creativo, seduttore, creatore dal nulla di improvvise euforie e di improvvisi scontri. Maestro di cinema, ma anche di spaghetti cucinati come si deve, di vita strappata a morsi, di discorsi che sciolgono l’anima.

Da quel pomeriggio, in quel caffè famoso di Roma, inizia una storia che prosegue fra risate, litigi, riappacificazioni al mattino, al suono di un jukebox che manda sempre e soltanto Only You. Only you, solo tu, sembra dire Ottavia Fusco Squitieri. Che racconta questa storia nel suo libro Nu piezzo ‘e vita, uscito in questi giorni per Santelli editore.

È un libro emozionante, per la sincerità enorme, quasi disarmante con cui Ottavia racconta un amore assoluto, un amore che diventa il centro di tutto. Il centro di gravità permanente della sua vita. Anche di quella venuta dopo la morte di Pasquale Squitieri, avvenuta il 18 febbraio 2017.

La morte di un uomo indomito, che non si arrendeva alla vita che se ne andava, con il cuore che continuava a pompare a 150 battiti al minuto, fino a scoppiare, per cercare di mantenersi attaccato alla vita. Raramente lo strazio degli ultimi giorni è stato raccontato, da chi resta, in modo così sincero ed efficace. Poi è venuto il “dopo“. Il "pieno incolmabile", come lei ama definirlo. E una lunga tournée teatrale, condivisa con l’altra donna che ha amato, per molti anni, Pasquale Squitieri, insieme per otto mesi sul palco a recitare La strana coppia. Esperienza andata, psicologicamente, non benissimo.

Ottavia, vi siete incontrati un giorno del 2003. Lei è andata immediatamente a vivere con lui, e non vi siete più lasciati. "Non mi era mai successa una cosa tanto forte nella mia vita. Il nostro è stato un incontro di anime, prima che di ogni altra cosa. Io gli sono stata amante, sorella, amica, e negli ultimi tempi – dopo l’incidente d’auto che lo ha portato poi alla morte – infermiera. Non ci sarà mai, nella mia vita, nessun altro come lui".

Per otto mesi, con Claudia Cardinale, avete portato in scena La strana coppia di Neil Simon. Era stata un’idea di Pasquale.

"Ne parlammo una sera, quando io avevo smesso di fare teatro per stargli vicino. Lui mi dice ‘Devi tornare a fare teatro. Mi piacerebbe dirigere Claudia e te in teatro. Cosa ci possiamo inventare?’. E io gli suggerii, ridendo: potremmo fare La strana coppia di Neil Simon… Non mi lasciò finire e disse: ma lo sai che è un’idea geniale?"

Non si rivelò una scelta felice, emotivamente.

"No. Con Claudia è stata una grande occasione perduta. Potevamo far crescere insieme il nostro ricordo di Pasquale. In fondo, eravamo due donne che hanno amato tantissimo lo stesso uomo. Invece lei, per nove mesi, ha cercato di annullare la mia presenza. Ricordo una sera a Venezia, dopo la prima al Teatro Goldoni, vagavo da sola per i canali, non sapevo dove andare. Ci è mancato poco che mi buttassi giù. Professionalmente le sono riconoscente: tutti i teatri si sono aperti grazie soprattutto al suo nome. Ma umanamente è stata una grande ferita. Anche Claudia è una donna sola, anche lei sente profondamente l’amore che ha provato per Pasquale: la nostra non era una gara ha chi ha amato di più. Poteva essere un’occasione, è stata un’immensa delusione".