Greta Scarano (Ansa)
Greta Scarano (Ansa)
È la donna che ha fatto crollare Montalbano. C’è poco da fare: quando Greta Scarano, poliziotta dagli occhi di velluto, è apparsa nell’ultima – per il momento – puntata dello sceneggiato televisivo più celebre d’Italia, il mito della fedeltà del commissario Montalbano è andato in mille pezzi. Molte altre volte il personaggio interpretato da Luca Zingaretti era stato a contatto con donne belle, seducenti, da cui era anche visibilmente attratto: ma mai aveva attraversato la linea di confine, mai aveva tradito l’eterna fidanzata Livia, interpretata nelle ultime cinque stagioni da Sonia Bergamasco. Invece, quella volta, il commissario di Vigata simpatico, ironico, e tutto sommato quietamente solitario, è crollato. Ha tradito. Non solo: ha lasciato Livia con una telefonata. Anzi, con un silenzio imbarazzato: "Ora non posso parlare". Il pubblico è rimasto sbigottito, ma ha...

È la donna che ha fatto crollare Montalbano. C’è poco da fare: quando Greta Scarano, poliziotta dagli occhi di velluto, è apparsa nell’ultima – per il momento – puntata dello sceneggiato televisivo più celebre d’Italia, il mito della fedeltà del commissario Montalbano è andato in mille pezzi. Molte altre volte il personaggio interpretato da Luca Zingaretti era stato a contatto con donne belle, seducenti, da cui era anche visibilmente attratto: ma mai aveva attraversato la linea di confine, mai aveva tradito l’eterna fidanzata Livia, interpretata nelle ultime cinque stagioni da Sonia Bergamasco. Invece, quella volta, il commissario di Vigata simpatico, ironico, e tutto sommato quietamente solitario, è crollato. Ha tradito. Non solo: ha lasciato Livia con una telefonata. Anzi, con un silenzio imbarazzato: "Ora non posso parlare". Il pubblico è rimasto sbigottito, ma ha anche fatto registrare ascolti da capogiro per quella puntata: oltre nove milioni di spettatori, roba da Sanremo. E la scintilla, la causa di tutto era lei, la giovane agente della Scientifica Antonia. Cioè Greta Scarano. Che pochi giorni fa, a Venezia, ha ricevuto il premio Filming Italy Best Movie. L’abbiamo intervistata.

Ha sconvolto mezza Italia con quella scena, ormai lo sa.

"Sì, certo. Sapevo, quando sono arrivata a girare, ormai due anni fa, di essere un elemento totalmente alieno, un elemento ‘altro’ che sconvolge gli schemi nei quali Montalbano vive. È un grande privilegio incarnare un elemento che è un terremoto, che porta una crisi enorme in uno schema stabile. Per un attore, far sgretolare un mondo è un regalo immenso" .

Un ruolo che ha diviso in due il Belpaese.

"No, sono molti di più quelli che si sono indignati perché ho traviato Zingaretti, perché l’ho spinto a tradire Livia. Ma in realtà, il mio personaggio non ha nessuna intenzione di flirtare, tanto meno di iniziare una relazione con Montalbano. È tutta focalizzata sul lavoro, ha obiettivi professionali che la portano altrove. E invece è lei che stravolge la sua vita, perché si innamora del commissario".

Si aspettava tutto il clamore che c’è stato intorno?

"Io no. Luca Zingaretti invece sì. Me lo ripeteva, mentre giravamo: ‘La gente ti odierà, perché non si aspetta di vedere Montalbano sotto questa luce’. Aveva ragione. E aveva ragione perché aveva capito che molta gente ancora fa fatica a capire che si tratta di un personaggio fittizio. Io interpreto un personaggio, un personaggio che è stato scritto, e che viene dal romanzo di Andrea Camilleri. Non sono io che bacio Montalbano perché mi va così".

Che cosa ha suscitato più reazioni, più indignazione, secondo lei?

"Non tanto il tradimento: in altre occasioni gli era accaduto di non essere così cristallino e così fedele. Ma l’atto di lasciare la fidanzata ha colpito molto".

In questa puntata non ha soltanto avuto Zingaretti come partner, ma anche come regista.

"Un regista che mi ha diretta con una puntualità, una precisione straordinaria. Ha diretto anche gli sguardi, le cose non dette, ha fatto in modo che ogni inquadratura fosse piena di significato".

In un anno è diventata regina delle fiction. Ha interpretato anche Ilary Blasi nel film tv Sky su Francesco Totti "Speravo de morì prima". Interpreta una donna quasi coetanea, che tipo di lavoro è stato?

"Una donna che ammiro molto, e che non ha mai vissuto in modo subalterno rispetto a Francesco Totti, ma si è costruita una sua carriera con molta tenacia. Ci siamo conosciute in occasione della serie, e le ho chiesto molti consigli".

Durante il lockdown che cosa ha fatto?

"Paradossalmente ho lavorato più di sempre. Uscirà questo inverno il film di Paolo Genovese, e ho interpretato una chef nel film di Davide Minnella che interpreto insieme a Salvatore Esposito, il Gennaro Savastano.

Come sta vivendo la sua evoluzione artistica?

"Continuo a cercare personaggi che abbiano molte sfaccettature, registi che mi facciano crescere. Cerco personaggi complessi, che non vuol dire necessariamente personaggi tristi".

Che personaggio vorrebbe interpretare, oggi?

"Una cantante famosa: sarebbe un’idea folle, ma mi piacerebbe interpretare Lady Gaga. Una persona con una grande umanità e profondità".

Cantare è una dimensione che le appartiene?

"Mi piace da morire, come a molti attori. Suono la batteria da molti anni, e strimpello la chitarra. In fondo, recitare è una questione di ritmo, si sintonia, di intonazione: insomma, è una questione di musica".