Uno screenshot del sito messo a punto dalla School of Art & Design
Uno screenshot del sito messo a punto dalla School of Art & Design
C'è stato un tempo in cui andava di moda dire "non ci sono più le mezze stagioni": ora ci avviciniamo al momento nel quale potremo tranquillamente sentenziare "non ci sono più intere stagioni", almeno in Australia. Secondo le proiezioni effettuate dalla School of Art & Design (SOA&D) e dall'Australian National University Climate Change Institute, nel 2050 non avremo più l'inverno. In compenso ci sarà una nuova estate, molto più calda. L'unica speranza è che vengano prese misure serie per contenere il surriscaldamento globale generato dai cambiamenti climatici in atto.

IN AUSTRALIA NEL 2050 NON CI SARÀ PIÙ L'INVERNO

Utilizzando una serie di dati scientifici, i due istituti hanno messo a punto un sistema capace di attuare una previsione affidabile delle temperature che avremo nel 2050 in specifiche località dell'Australia: ad esempio le principali città, ma anche luoghi meno affollati.

Andando a guardare in lungo e in largo per il paese, è emerso chiaramente che praticamente solo in Tasmania avremo ancora una stagione che possa essere definita invernale. Il resto dell'Australia sperimenterà giornate torride, con picchi fino a 40 gradi di temperatura.

LA NUOVA ESTATE
In sintesi, avverrà un passaggio diretto dall'autunno alla primavera, senza un periodo d'inverno. La durata dell'estate aumenterà in modo sensibile e i mesi centrali saranno caratterizzati da temperature medie talmente alte da convincere i ricercatori a ribattezzare questo periodo con il nome "nuova estate". Insomma, a seconda dei luoghi si prevedono un buon sei mesi totali di calore, con alcuni di essi davvero bollenti.

Se prendiamo ad esempio il dato riferito a Sydney (quello che compare nella foto d'apertura), allora nel 2050 avremo:

- una nuova estate di cinque mesi abbondanti
- 62 giorni con temperature sopra i 30° (47 giorni in più rispetto agli anni fra il 1960 e il 1990)
- 5 giorni con temperature oltre i 40° (5 in più rispetto al 1960-1990)
- il 13% in meno delle precipitazioni annuali, sempre rispetto al 1960-1990

COLPA DEL SURRISCALDAMENTO GLOBALE
I dati partono dal presupposto che non riusciremo a contenere il surriscaldamento globale connesso ai cambiamenti climatici e fungono da ulteriore incoraggiamento per iniziative decise ed efficaci.

Proprio quest'ultimo scopo è quello che hanno perseguito i tecnici della School of Art & Design: mettere a punto una visualizzazione dei dati che fosse di immediata lettura, chiara e di impatto. L'intento dichiarato è di creare un fronte ambientalista che obblighi la politica a non nascondere la testa sotto la sabbia.

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