Sì o no? Le decisione potrebbe non essere del tutto nostra
Sì o no? Le decisione potrebbe non essere del tutto nostra

L'intelligenza artificiale è una presenza ormai pervasiva con cui abbiamo a che fare tutti i giorni: solo per citare un paio di esempi eclatanti, Facebook e Google si basano su algoritmi di IA. Grazie alle informazioni che raccolgono su miliardi di utenti, e che tengono per sé, le grandi compagnie private godono di una netta posizione di vantaggio nella comprensione dell'impatto che l'intelligenza artificiale ha sulle persone, mentre la scienza pubblica è costretta a rincorrere. I ricercatori della Universidad de Deusto di Bilbao hanno messo un tassello per colmare il gap, grazie a una serie di esperimenti per valutare quanto la IA influenzi le nostre decisioni, ad esempio nella scelta di chi votare o di un potenziale partner attraverso il dating online.

Gli studiosi hanno messo i partecipanti di fronte a un algoritmo creato ad hoc, che presentava loro le foto di candidati politici e "pretendenti" per un appuntamento (tutti inventati appositamente). I partecipanti dovevano quindi indicare chi avrebbero votato o a chi avrebbero preferito mandare un messaggio. Ovviamente a loro insaputa, l'algoritmo pilotava la presentazione dei profili, spingendone alcuni a discapito di altri in modo esplicito, ad esempio dicendo "compatibilità del 90%", oppure in modo più indiretto e discreto, ad esempio mostrando una foto con maggiore frequenza.

Gli stratagemmi messi in atto dalla IA si sono rivelati molto efficaci nel plasmare il giudizio dei partecipanti: "Per la scelta politica, la manipolazione esplicita ha influenzato in modo significativo le decisioni, mentre la manipolazione nascosta non ha avuto effetto", dice lo studio; "Per le decisioni relative all'appuntamento si è invece visto l'effetto opposto", ossia i suggerimenti impliciti hanno funzionato più di quelli diretti. Il risultato sembra rispecchiare l'inclinazione delle persone a fidarsi di più dei consigli di un algoritmo di fronte a scelte di tipo oggettivo ("chi votare"), e a prediligere invece i consigli chiari e diretti offerti da un essere umano nel caso di questioni soggettive ("con chi uscire").

"Se un algoritmo fittizio e semplicistico come il nostro riesce a ottenere un tale livello di persuasione, senza profili mirati e personalizzati e utilizzando sempre le stesse foto, un algoritmo più sofisticato, come quelli con cui interagiamo nelle nostre vite quotidiane, può senza dubbio esercitare una influenza molto maggiore", concludono i ricercatori. Insomma, è importante essere consapevoli che l'intelligenza artificiale ha gioco facile nell'irretirci e che è meglio evitare di fidarsi ciecamente.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista PLOS ONE.