Bisogna per forza preservare gli insetti
Bisogna per forza preservare gli insetti
Il primo studio sulla popolazione degli insetti a livello globale ha prodotto risultati preoccupanti: registra infatti un calo generalizzato pari al 2,5% l'anno, che, afferma il co-firmatario Francisco Sánchez-Bayo, "preannuncia un dimezzamento nel giro di 50 anni e la completa scomparsa entro un secolo". Si tratta di un tasso di estinzione otto volte superiore a quello di mammiferi, uccelli e rettili: un dato dai contorni devastanti, perché stiamo parlando di animali che giocano un ruolo essenziale per il nostro ecosistema. Dagli insetti dipende infatti l'impollinazione, il nutrimento di altri specie e il riciclo di sostanze nutritive.

GLI INSETTI STANNO SCOMPARENDO

Lo studio, che ha preso in considerazione 73 delle migliori ricerche sul tema ed è stato pubblicato sulla rivista Biological Conservation, ha consentito di gettare uno sguardo ai dati raccolti in tutto il mondo. Il responso è unanime e certifica un calo preoccupante del numero degli insetti.

In generale il 40% delle specie è in declino e un terzo è in pericolo di estinzione. Tricotteri, farfalle, falene e scarafaggi sono quelli maggiormente colpiti e, per quanto si registrino adattamenti evolutivi alle mutate condizioni ambientali, questi non stanno avvenendo abbastanza rapidamente da contrastare il crollo della popolazione.

LE CAUSE PRINCIPALI
Tra le cause principali di questo fenomeno troviamo l'agricoltura intensiva, con l'annesso utilizzo intensivo dei pesticidi, l'urbanizzazione e i cambiamenti climatici che stanno causando un surriscaldamento atmosferico a livello globale.

Insomma, ancora una volta il dito accusatore è puntato verso l'essere umano: un'accusa spesso ripetuta nei paper scientifici, senza però che l'allarme degli scienziati venga preso seriamente in considerazione dalla politica e dalla società.

DOBBIAMO CAMBIARE IL MODO DI PRODURRE CIBO
Eppure le parole utilizzate dagli scienziati non lasciano adito a dubbi. Nella ricerca pubblicata su Biological Conservation si legge che dobbiamo "cambiare il nostro modo di produzione del cibo", in riferimento ai pesticidi e alle colture intensive, altrimenti "tutti gli insetti andranno verso l'estinzione nel giro di poche decadi. Le ripercussioni sull'ecosistema della Terra sarebbero come minimo catastrofiche".

Non è difficile immaginarle, se pensiamo che non avremmo l'impollinazione, dunque interromperemmo il ciclo riproduttivo delle piante, e che molti animali si ritroverebbero senza cibo: ad esempio molte specie di pesci, uccelli, rettili e anfibi. Una reazione a catena preoccupante, a dir poco.

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