Per quanto la sola idea di pasteggiare a cavallette e larve sia rivoltante per la stragrande maggioranza degli occidentali, è probabile che prima o poi dovremo giungere a patti con la nostra repulsione. Gli insetti sono una promettente fonte alternativa di proteine, abbondante e molto più sostenibile rispetto all'impatto ambientale dell'allevamento di bovini, suini, ovini e pollame. Si tratta in fin dei conti "solo" di superare un blocco culturale, dato che già fanno parte della dieta di miliardi di persone nel mondo che non vedono motivo di fare gli schizzinosi.

Tuttavia, proprio in quanto potenziale prossima aggiunta ai nostri menu, è necessario che le loro caratteristiche vengano analizzate approfonditamente per garantire che i prodotti a base di insetti rispondano alle norme sulla sicurezza alimentare. Ad esempio i ricercatori della Edith Cowan University, in Australia, hanno scoperto che i grilli contengono venti proteine che possono scatenare reazioni anche gravi nelle persone allergiche ai crostacei.

"Il motivo è che i grilli, il tenebrione mugnaio e altri insetti sono strettamente imparentati con i crostacei", spiega la professoressa Michelle Colgrave; "Circa il due percento della popolazione mondiale, con variazioni legate all'età e alla regione, è affetto da queste allergie, e quindi esiste una concreta possibilità che reagisca anche agli insetti".

Rilevare queste controindicazioni è fondamentale per garantire informazioni corrette ai consumatori ed evitare che le persone allergiche mangino inavvertitamente cibi rischiosi. Al di là delle necessarie precauzioni, i ricercatori comunque non hanno dubbi: "I grilli sono ricchi di proteine, sostanze nutrienti e antiossidanti e sono considerati un alimento rispettoso dell'ambiente", dice Colgrave; "Numerose ricerche hanno mostrato che consumare insetti apporta benefici alla salute dell'intestino e abbassa la pressione arteriosa".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Food Chemistry.