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21 apr 2022

Cambiamento climatico, l'ecatombe degli insetti: biodiversità quasi dimezzata

In alcune aree l'abbondanza di insetti è diminuita quasi del 50% per via dell'azione combinata del riscaldamento globale e dello sfruttamento intensivo del suolo

21 apr 2022
Insetti, biodiversità (e sopravvivenza) a rischio
Insetti, biodiversità (e sopravvivenza) a rischio
Insetti, biodiversità (e sopravvivenza) a rischio
Insetti, biodiversità (e sopravvivenza) a rischio

Il cambiamento climatico e l'agricoltura stanno portando gli insetti verso un declino sempre più inesorabile. A documentarlo è un report della University College London, secondo cui l'azione combinata di questi due fattori in alcune zone ha quasi dimezzato la biodiversità di questa classe di animali. "Gran parte degli insetti sembrano essere molto vulnerabili alle pressioni esercitate dall'uomo, il che è preoccupante perché il cambiamento climatico va sempre peggio e le aree agricole continuano ad espandersi", ha commentato la biologa Charlie Outhwaite, prima autrice dello studio.

Per fare un quadro della situazione, i ricercatori hanno analizzato un ampio set di dati sulla distribuzione e l'abbondanza di insetti presenti nostro pianeta, per un totale di circa 750 mila rapporti, prove e informazioni riguardanti quasi 20 mila specie. Lo scopo era quello di comprendere come lo sfruttamento della terra e il contestuale aumento delle temperature abbia influenzato le popolazioni di insetti in varie regioni.

L'indagine ha messo in luce che nelle aree ad agricoltura intensiva, in cui solo un quarto della superficie risulta ancora intatto, l'aggiunta di un ulteriore fattore di stress come il riscaldamento climatico ha provocato una riduzione della ricchezza di insetti del 49% rispetto agli ecosistemi meno sfruttati. Secondo i ricercatori, il dato è probabilmente spiegabile con il fatto molti insetti utilizzano le piante per proteggersi dal caldo, quindi una perdita di habitat naturale li renderebbe più vulnerabili al global warming. A tale riprova ci sarebbe anche il fatto che là dove il territorio è per il 75% privo di campi, l'abbondanza di insetti è diminuita solo del 7%.

"I nostri risultati evidenziano l'urgenza di azioni per preservare gli habitat naturali, rallentare l'espansione dell'agricoltura ad alta intensità e tagliare le emissioni per mitigare il cambiamento climatico", è la conclusione di Outhwaite. Anche perché in gioco c'è la nostra stessa sopravvivenza: "Perdere le popolazioni di insetti potrebbe essere dannoso non solo per l'ambiente, dove gli insetti ricoprono spesso un ruolo chiave negli ecosistemi locali", ha continuato; "ma potrebbe anche danneggiare la salute umana e la sicurezza alimentare, in particolare per via della perdita degli impollinatori". I ricercatori hanno inoltre segnalato che il declino degli insetti potrebbe essere ancora più marcato di quanto i loro risultati suggeriscano, poiché molte delle aree pesantemente alterate dall'uomo (ad esempio nelle zone tropicali) avrebbero registrato perdite di biodiversità assai prima che iniziasse lo studio.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature.

 

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