L'aria cattiva causa quasi 800mila morti all'anno solo in Europa
L'aria cattiva causa quasi 800mila morti all'anno solo in Europa
Secondo una recente ricerca pubblicata sull'European Heart Journal ogni anno l'inquinamento atmosferico è responsabile di quasi 9 milioni di decessi prematuri. Si tratta di un dato che supera quello dei morti annuali causati dal fumo di sigaretta, che secondo una stima del 2015 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sono 7,2 milioni.

ARIA TOSSICA
Lo studio, a cura di un team internazionale di ricercatori, si è concentrato sugli effetti del PM 2,5, ossia le polveri sottili ( prodotte anche dal tostapane) capaci di penetrare in profondità nei polmoni e diffondersi nel sangue. Gli scienziati hanno utilizzato un approccio matematico, creando dei modelli in cui i dati sui livelli di inquinamento atmosferico nei diversi paesi sono stati combinati con numerose altre informazioni. Tra queste, i tassi di mortalità forniti dell'OMS, la densità della popolazione in ciascuna area, l'età delle persone, le malattie, i fattori di rischio e la qualità dell'assistenza sanitaria.

RADDOPPIANO I MORTI
I calcoli hanno permesso di stimare che l'aria che respiriamo provoca la morte di 8,8 milioni di persone all'anno, quasi il doppio rispetto ai 4,5 milioni ipotizzati da indagini precedenti. L'inquinamento atmosferico non risparmia ovviamente l'Europa, dove i decessi annuali sono circa 790mila. Di questi, il 48% sono legati a malattie cardiovascolari (infarto e ictus), il 20% a malattie respiratorie (polmonite, broncopneumopatia cronica ostruttiva e tumore ai polmoni) e il restante 32% a patologie non trasmissibili.

SERVE UNA RIVOLUZIONE ENERGETICA
I ricercatori hanno commentato i risultati raccolti sottolineando la necessità di un rapido passaggio alle fonti energetiche alternative, al fine di limitare la quantità di particolato fine proveniente dai combustibili fossili. "Sfruttare energie pulite e rinnovabili non significa solo rispettare l'accordo di Parigi per mitigare gli effetti del cambiamenti climatici, ma anche ridurre i tassi di mortalità legati all'inquinamento atmosferico in Europa fino al 55 per cento", ha concluso il coautore dello studio Jos Lelieveld.