12 gen 2022

L’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di prendere il Covid

Uno studio italiano afferma che una prolungata esposizione all’inquinamento atmosferico può aumentare la possibilità di ammalarsi di Covid

Milano avvolta in una coltre di smog
Milano avvolta in una coltre di smog

L’inquinamento dell’aria come possibile concausa del proliferare della malattia da coronavirus. Uno studio dell’Epimed, il Centro di Epidemiologia e medicina preventiva dell’Università dell’Insubria, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica Occupational & Environmental Medicine, sembra confermare questa ipotesi. Il rischio di ammalarsi di Covid per chi abita in aree particolarmente inquinate, affermano i ricercatori italiani, è superiore del 5% (294 positivi in più ogni 100mila abitanti ogni anno) rispetto a chi non deve convivere ogni giorno con l’inquinamento atmosferico.

Lo studio dell’Epimed
La ricerca pubblicata dagli scienziati italiani ha avuto come campione la popolazione adulta della città di Varese, in Lombardia. Sono state monitorate 62.848 persone da febbraio 2020 a marzo 2021 con lo scopo di scoprire eventuali conseguenze dirette dell’inquinamento dell’aria sulle infezioni da Covid.
Lo studio è stato condotto con il supporto delle Università di Varese, Como e Cagliari, dell’Osservatorio Epidemiologico di Regione Lombardia, dell’Agenzia regionale Aria e della società privata Arianet per la parte relativa all’esposizione ambientale sul lungo periodo.

“L’esposizione a lungo termine a bassi livelli di inquinanti atmosferici, in particolare PM 2,5 – si legge nel paper - ha aumentato l’incidenza di COVID-19”. Lo studio ha evidenziato un aumento del 5% nel tasso di infezione per incremento di 1 microgrammo/metrocubo di PM2.5.
Marco Ferrario, autore principale dello studio ha ulteriormente chiarito come sia già “noto che l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari, attraverso l’infiammazione persistente e compromissione dell’immunità. Presumibilmente, gli stessi percorsi sono coinvolti nel legame tra inquinamento atmosferico ed incremento nei tassi di infezione da Covid-19”.
“I nostri risultati – conclude il professor Ferrario - da soli non sono in grado di stabilire il nesso di causa-effetto, ma forniscono la prima solida prova empirica in merito al legame finora solo ipotizzato che collega l’esposizione a lungo termine all’inquinamento atmosferico con l’incidenza di Covid-19”.

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