di Andrea Spinelli Trentasei anni in giro per il mondo, 1.871 concerti, 42 tournée, 53 paesi toccati, 48.728.490 spettatori. Nello smisurato ventre d’acciaio e cemento dell’Orange Vélodrome di Marsiglia una mappa rosso fuoco dei cinque continenti accoglie il visitatore di The Rolling Stones Unzipped, la mostra sull’epopea di Brown Sugar in circolazione da cinque anni, facendo il punto con la fredda chiarezza dei numeri su ciò che sono gli Stones alla vigilia del loro nuovo tour americano, al via domenica 26 settembre dall’immenso Dome at America’s Center di St. Louis. Primo grande giro di concerti post pandemia dell’empireo rock, questa ripresa del No Filter Tour (che, partito nel 2017 da Amburgo, ha richiamato finora 2.290.871 spettatori con un incasso di 415.609.063 dollari) è stata...

di Andrea

Spinelli

Trentasei anni in giro per il mondo, 1.871 concerti, 42 tournée, 53 paesi toccati, 48.728.490 spettatori. Nello smisurato ventre d’acciaio e cemento dell’Orange Vélodrome di Marsiglia una mappa rosso fuoco dei cinque continenti accoglie il visitatore di The Rolling Stones Unzipped, la mostra sull’epopea di Brown Sugar in circolazione da cinque anni, facendo il punto con la fredda chiarezza dei numeri su ciò che sono gli Stones alla vigilia del loro nuovo tour americano, al via domenica 26 settembre dall’immenso Dome at America’s Center di St. Louis.

Primo grande giro di concerti post pandemia dell’empireo rock, questa ripresa del No Filter Tour (che, partito nel 2017 da Amburgo, ha richiamato finora 2.290.871 spettatori con un incasso di 415.609.063 dollari) è stata fortemente voluta dalla premiata ditta Jagger & Richards, 155 anni in due, per recuperare le date nordamericane soppresse un anno fa. Impresa ai limiti del possibile, date le forti restrizioni ancora vigenti in America, che i Glimmer Twins hanno messo in strada incuranti delle difficoltà dell’ottantenne Charlie Watts, costretto a saltare l’intero giro di concerti per riabilitarsi da un intervento chirurgico, prontamente sostituito dietro ai tamburi da un abituale collaboratore di Keith quale Steve Jordan.

Intanto, mentre in Italia dilagava la notizia che Jagger stava comprando casa nel siracusano a Portopalo di Capo Passero, oltralpe ci ha pensato per tutta l’estate The Rolling Stones Unzipped a ravvivare il culto della band più longeva della storia o giù di lì. "Era il 1966 quando gli Stones si esibirono per la prima volta a Marsiglia, alla salle Vallier" ricorda Martin d’Argenlieu, direttore generale del Vélodrome. "Già ai primi riff di chitarra l‘atmosfera si fece sovreccitata e dopo alcune canzoni il pubblico era così selvaggio che una sedia se ne volò in aria, atterrando sull‘arcata sopracciliare di Mick Jagger. Risultato: concerto interrotto e Mick in ospedale a farsi suturare… Ma gli Stones hanno continuato a suonare regolarmente in città, dove il 26 giugno di tre anni fa hanno tenuto il loro ultimo concerto francese, proprio qui all’Orange Vélodrome".

Quella di Unzipped è un’esperienza immersiva, realizzata con quattrocento oggetti-reliquia dislocati in tredici stanze. La storia comincia da una ricostruzione del (lercio) appartamento al 102 di Edith Grove abitato da Brian Jones, Mick Jagger e Keith Richards dall’estate del ’62 all’inverno del ’63 tra letti sfatti, bottiglie vuote, posacenere pieni di cicche e quel "tappeto puzzolente" su cui decisero di chiamarsi Rolling Stones, ma anche di quegli Olympic Studios di Chelsea dove realizzarono Sympathy for the devil effettuata dalla curatrice Ileen Gallagher basandosi sulle immagini di One+One, il film realizzato da Jean-Luc Godard durante quelle sessioni di registrazione.

Tra la collezione di armoniche a bocca di Mick e le chitarre di Keith, tra gli stravaganti costumi del cantante e plastici dei palchi ideati dall’indimenticato Mark Fisher per il Voodoo Lounge, lo Steel Wheels o il Bridge to Babylon Tour, la full immersion si esaurisce con il video di un grande momento di verità; quella Out of control eseguita da Jagger & Co. in una notte storica della loro avventura umana e artistica come quella a L’Avana di cinque anni fa, tra l’euforia, le grida e gli afrori di un milione di persone, assicura l’agiografia raddoppiando presumibilmente le cifre di quel mare di folla.

Cifre generose, come il “milione e mezzo“ che avrebbero assistito nel 2006 al megaconcerto di Rio appena pubblicato in cd e dvd, rieditato e rimixato rispetto all’originale, col titolo The Rolling Stones: A Bigger Bang - Live on Copacabana Beach.

Nonostante la moltitudine accorsa a quello che rimane il “bigger bang“ di sempre per il quartetto di Start me up (si parla verosimilmente di un milione e duecentomila persone), la polizia brasiliana denunciò solo 33 rapine, inezia vera per una megalopoli come quella carioca. Potere del rock.