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27 mag 2022

Inedito Tom Hanks: "Sì, so essere cattivo"

Nei panni del manager di Elvis, per una volta l’attore non è un eroe buono. "Mi sono messo nei suoi panni, al confine fra bene e male"

27 mag 2022

Andrea Martini

Un concorso tranquillo nella sua mediocrità s’accende in modo improvviso ma non imprevisto perché la fiamma del cinema brucia in questo regista come in pochi altri. Il giapponese Hirokazu Kore-Eda, palma d’Oro 2018 per Un affare di famiglia sbarca a Pusan, est della Corea e vi ambienta il suo ultimo film, Le buone stelle. Il tema è molto vicino ai suoi ultimi e le stelle presiedono all’accudimento di un neonato da parte di uno strampalato trio di varia ma calda umanità. Un pargolo abbandonato dalla madre nel baby box degli innocenti viene recuperato fraudolentemente da un negoziante di tessuti sull’orlo del fallimento (Song Kang-ho, protagonista di Parasite) e da un più giovane complice: i due intendono venderlo illecitamente a coppie di aspiranti genitori. Al duo s’aggiunge la madre del piccolo che, pentita, intende stare accanto al neonato sapendo di essere ricercata dalla polizia per un delitto commesso e un ragazzo stufo di vivere in un orfanatrofio. Alla fine, tutto si sistemerà nel modo suggerito dal caso che non è detto non sia anche la soluzione migliore. Niente happy end ma end dettata della sorte.

L’umanissimo calore che i quattro sanno infondere al piccolo e a sua volta la fragilità del neonato che rende questi strani familiari così forti e solidali tra loro attivano emozioni che difficilmente lo schermo sa comunicare. Il racconto è scritto e messo in scena con la precisione consueta: Kore-Eda ipoteca la Palma ma se così non finisse sarebbe sicuramente il vincitore morale.

Niente lega il fiammingo Lukas Dhont ai fratelli Dardenne se non la bandiera belga, ma l’essenzialità del racconto, la sottrazione di ogni orpello narrativo e l’assenza di giudizio sono le stesse. In Close l’attenzione è posta con delicatezza e senso dell’intimo mistero al drammatico frantumarsi dell’esclusiva amicizia di due preadolescenti.

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