Scena da 'Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo' - Foto: Lucasfilm
Scena da 'Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo' - Foto: Lucasfilm

Per mesi e mesi abbiamo assistito a uscite al cinema che venivano posticipate per colpa del Coronavirus e ora siamo di fronte a una nuova serie di slittamenti che riguardano 'Indiana Jones 5' e i film dei supereroi Marvel. Secondo fonti anonime intercettate dal magazine Variety, questa volta la pandemia non c'entra e le ragioni sono di ordine produttivo e organizzativo, anche se Walt Disney Company non ha diffuso un comunicato ufficiale nel quale spiega come mai ha deciso di rimandare alcuni dei film più attesi dal grande pubblico.

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Le nuove date d'uscita

Un chiarimento, prima di proseguire: gli slittamenti annunciati riguardano le uscite negli Stati Uniti e non necessariamente quelle in Italia. Però è innegabile che, salvo rarissime eccezioni, noi si segua a ruota ciò che accade oltreoceano e dunque le decisioni prese laggiù determinano le scelte italiane. Fatta questa premessa, 'Indiana Jones 5', che potrebbe essere l'ultima volta di Harrison Ford nei panni dell'archeologo sexy, non arriverà più l'estate prossima: lo vedremo un anno dopo, a partire dal 30 giugno 2023. È lo spostamento più clamoroso, fra quelli comunicati da Disney.

Per quanto riguarda le date d'uscita dei film dei supereroi Marvel:
- 'Doctor Strange nel Multiverso della Pazzia' passa da marzo al 6 maggio 2022
- 'Thor: Love And Thunder' da giugno al 7 agosto 2022
- 'Black Panther: Wakanda Forever' da luglio all'11 novembre 2022
- 'The Marvels' (cioè 'Captain Marvel 2') da novembre 2022 al 17 febbraio 2023
- 'Ant-Man And The Wasp: Quantumania' da febbraio al 28 luglio 2023

Va da sé che, in conseguenza di queste modifiche, tutti i successivi capitoli della cosiddetta "fase 4" dell'universo cinematografico Marvel si spostano in là nel tempo.








Non è colpa del Coronavirus

Ogni volta che si decide di rimandare l'uscita nelle sale di un film, suona un campanello d'allarme: il timore è che la pandemia di Coronavirus torni a far danni. Non sembra questo il caso, però, soprattutto perché la campagna legata alle vaccinazioni ha modificato enormemente la situazione, consentendo ampie riaperture e lasciando ben sperare in un prossimo ritorno alla normalità. Per quanto dunque non siano state comunicate ragioni ufficiali dietro le mosse di Walt Disney Company, c'è da ritenere che siano nel vero le fonti di Variety che le connettono a ragioni produttive, cioè al fatto che per molto tempo non si è potuto lavorare a ritmi normali e che questo ha causato ritardi a catena.