Non un’elogia, bensì solo una celebrazione della sua vita, e la grande domanda sul perché della morte. È questo Roadrunner: A Film About Anthony Bourdain di Morgan Neville, presentato in anteprima al festival di Tribeca e in uscita in sala Usa il 16 luglio. Si tratta di un docufilm che lo stesso regista ha definito come una terapia per chi ancora non è riuscito ad accettare la tragica scomparsa dello chef avvenuta l’8 giugno del 2018 per suicidio. "Credo – ha detto Neville – che per chi conosceva Tony solo da fan, come me, c’è sempre stato questo punto interrogativo gigante sul perché del suicidio. Ci sono ancora persone che non riescono a farsene una ragione". Nel film ci sono diverse persone che parlano della sua morte per la prima volta oltre che tante interviste: a parlare, tra gli altri, la sua ex moglie Ottavia Busia, gli chef e amici Éric Ripert David Chang, la produttrice tv Lydia Tenaglia, i musicisti John Lurie e Josh Homme. Ai tempi del suicidio Bourdain, 62 anni, era legato ad Asia Argento.