La copertina stile spaghetti-western dell’album “Il Volo sings Morricone“
La copertina stile spaghetti-western dell’album “Il Volo sings Morricone“
di Andrea Spinelli C’era una volta a Roma. E ancora c’è. Quando nel 1970 Ennio Morricone lasciò gli studi della Rca sulla via Tiburtina per inseguire assieme a Luis Bacalov, Piero Piccioni e Armando Trovajoli l’idea di un produttore visionario quale Ennio Melis, trasferendosi armi e bagagli all’Orthophonic Recording Studio, era scritto da qualche parte che in quella sala di registrazione ricavata nelle fondamenta della basilica del Sacro Cuore Immacolato in piazza Euclide sarebbe passato il nuovo corso del cinema italiano. Poi l’Orthophonic diventò Forum Village, conservando quel ruolo di baricentro della musica morriconiana (tranne Mission e Gli intoccabili è nato praticamente tutto qui) che l’ha fatto scegliere pure da Il Volo per incidere con la Roma Sinfonietta il nuovo album Il Volo sings Morricone, nei negozi da venerdì. La...

di Andrea Spinelli

C’era una volta a Roma. E ancora c’è. Quando nel 1970 Ennio Morricone lasciò gli studi della Rca sulla via Tiburtina per inseguire assieme a Luis Bacalov, Piero Piccioni e Armando Trovajoli l’idea di un produttore visionario quale Ennio Melis, trasferendosi armi e bagagli all’Orthophonic Recording Studio, era scritto da qualche parte che in quella sala di registrazione ricavata nelle fondamenta della basilica del Sacro Cuore Immacolato in piazza Euclide sarebbe passato il nuovo corso del cinema italiano. Poi l’Orthophonic diventò Forum Village, conservando quel ruolo di baricentro della musica morriconiana (tranne Mission e Gli intoccabili è nato praticamente tutto qui) che l’ha fatto scegliere pure da Il Volo per incidere con la Roma Sinfonietta il nuovo album Il Volo sings Morricone, nei negozi da venerdì.

La scommessa (e l’azzardo, se si vuole) del progetto sta nel dare voce a musiche nate rinunciando alla parola per offrire alle immagini quella terza dimensione che manca al grande schermo. Ma Andrea Morricone, vicino all’impresa con tutta la famiglia e autore del testo che impreziosisce la celeberrima L’estasi dell’oro (oltre che di un inedito), usa solo un aggettivo: straordinario. Il 10 novembre “The Maestro”, come lo chiama un grande beneficiato quale Giuseppe Tornatore (13 colonne sonore firmate da lui) nel documentario presentato a Venezia, avrebbe compiuto 93 anni e Raiuno lo ricorda mandando in onda una replica del concerto tenuto dal Volo (Piero Barone, 28 anni; Ignazio Boschetto, 27 anni; Gianluca Ginoble, 26 anni) all’Arena di Verona del giugno scorso che con oltre 4 milioni e 700 mila spettatori s’è rivelato il mega evento musicale televisivo dell’estate. Tutto nell’attesa che la serata finisca pure nel palinsesto dell’americana Pbs per accompagnare il lancio del tour mondiale al via il 18 marzo dal Radio City Music Hall di New York.

Scegliere il repertorio sarà stata una faticaccia.

Boschetto: "Abbiamo scelto di puntare sui brani più belli e significativi per noi. Piero, ad esempio, dice spesso di ritrovarsi in Totò, il piccolo protagonista di Nuovo Cinema Paradiso a cui Philippe Noiret, al momento di abbandonare la Sicilia, raccomanda di non farsi prendere dalla nostalgia e di aprirsi al mondo. Abbiamo scelto 14 brani, ma ne sono rimasti fuori tanti".

Ad esempio?

Ginoble: "In un eventuale ristampa, non mancherebbero di sicuro Per un pugno di dollari e Chi mai?. Avremmo voluto inserire quest’ultima anche per omaggiare Milva, che ne incise una versione meravigliosa, ma lo facciamo comunque attraverso un altro suo cavallo di battaglia quale Metti una sera a cena".

Fra gli ospiti spiccano i nomi del violinista David Garrett, del trombettista Chris Botti, del violoncellista Stjepan Hauser (2 Cellos), del flautista Andrea Griminelli. Mancano completamente voci da soprano che tanto hanno significato per la musica morriconiana, basta pensare a Edda Dell’Orso o Susanna Rigacci.

Barone: "La scelta delle collaborazioni è legata alle amicizie coltivate nel corso del nostro percorso artistico. Abbiamo voluto dare risalto alla musica e l’orchestra ha un ruolo preponderante, ma, col pensiero ai live, stiamo lavorando all’idea di confrontarci con importanti partner femminili".

C’è pure Here’s to you scritta da Morricone per Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo e inserita nel film con la voce di Joan Baez che la trasformò in un inno generazionale.

Barone: "Il brano è uno dei più difficili da eseguire: è ispirato alle parole pronunciate da Bartolomeo Vanzetti tre mesi prima di essere giustiziato sulla sedia elettrica. Il caso dei due anarchici italiani ricorda che le ingiustizie esistono e prendono il sopravvento quando trovano il sostegno del pregiudizio".

Cosa vi unisce a Morricone?

Barone: "Noi veniamo da tre famiglie umili, credo sia anche questa la nostra forza. Non c’è niente di costruito e finto, siamo i tre ragazzi che vedete. A volte forse siamo anche troppo semplici ma siamo lo specchio dei luoghi dai quali veniamo. Morricone ha reso tangibile tutto ciò che proviamo".

A marzo 2022 Il Volo ripartirà anche per un tour mondiale di circa 100 date, al via dagli Usa e che tra le tappe italiane avrà tre concerti all’Arena di Verona