26 mar 2022

"In moto, sulla strada di Don Matteo" Arriva Bova. E Terence si commuove

Al via su Raiuno la tredicesima serie della fiction. Col passaggio di testimone

beatrice bertuccioli
Magazine
Raoul Bova, 50 anni, ieri a Roma alla presentazione del nuovo. “Don Matteo“
Raoul Bova, 50 anni, ieri a Roma alla presentazione del nuovo. “Don Matteo“
Raoul Bova, 50 anni, ieri a Roma alla presentazione del nuovo. “Don Matteo“

di Beatrice Bertuccioli

Entra in scena nella quinta puntata, non in bici ma in sella a una moto. Compito non facile per Raoul Bova chiamato, come don Massimo, a subentrare a Terence Hill e al suo don Matteo che lascia dopo 255 episodi e 12 stagioni dall’esordio avvenuto il 7 gennaio 2000. 83 anni il 29 marzo, Terence Hill, al secolo Mario Girotti, avrebbe voluto continuare ma con altri ritmi di lavoro, meno intensi. "Senza il pubblico da casa non ci sarebbe stato Don Matteo, per questo ci tengo a ringraziarlo, come la troupe – il commosso saluto inviato dal suo ranch negli Stati Uniti – i tanti colleghi che hanno lavorato con me in questi anni, in particolare il mio amico Nino Frassica. Dopo la fine del set, mi mancavate tutti". Ma non ha alcuna intenzione di fermarsi, ci saranno probabilmente per lui due film, un western e un film di Natale.

In questa 13ª stagione, 10 serate da giovedì 31 marzo su Raiuno, avviene dunque questa “storica“ staffetta, con Bova che verrà affiancato da Frassica, Maria Chiara Giannetta e da Flavio Insinna che torna dopo vent’anni.

Bova, bella responsabilità prendere il posto di Terence Hill.

"Quando mi è stato proposto da Lux e Rai di partecipare a Don Matteo è stato un grandissimo onore. Cambia tutto, la vita, le persone, perché non anche le serie. Ma non volevo assolutamente che fosse una sostituzione. È un proseguire, fare evolvere la serie lasciando gli ingredienti che piacciono da anni. Ma don Matteo rimarrà don Matteo e Terence Hill sarà sempre Terence Hill".

Chi è don Massimo?

"Il personaggio si è andato definendo grazie ai confronti e al lavoro di scrittura in cui mi hanno coinvolto gli sceneggiatori, per capire cosa si voleva raccontare di questo prete. È una persona che fin da giovane ha lottato per la giustizia e poi ha trovato la sua strada nel sacerdozio, grazie anche all’incontro con don Matteo. È un prete giovane, forte e fragile allo stesso tempo, che ha voglia di combattere, di capire cosa vuol dire perdonare, dare una seconda opportunità, non giudicare le persone dall’apparenza, e tutto questo lui lo va scoprendo di volta in volta, con i vari casi".

Hill le ha dato dei consigli?

"Ho voluto incontrarlo e guardarlo negli occhi, avere il suo consenso e ricevere da lui questo testimone. Mi ha detto: scegli per il tuo personaggio il nome che ti sembra più giusto e il modo di interpretarlo, e soprattutto cerca di essere il più possibile te stesso".

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