Il Volo ieri sera all’Arena di Verona nel tributo a Ennio Morricone: da sinistra Gianluca Ginoble (26 ann), Ignazio Boschetto (27 anni a ottobre) e Piero Barone (28 anni a giugno)
Il Volo ieri sera all’Arena di Verona nel tributo a Ennio Morricone: da sinistra Gianluca Ginoble (26 ann), Ignazio Boschetto (27 anni a ottobre) e Piero Barone (28 anni a giugno)
di Andrea Spinelli Quando diciannove anni fa Ennio Morricone incise a Verona il suo Arena Concerto l’emiciclo era colmo e, nonostante fosse solo fine settembre, faceva un freddo cane. Ma gli animi erano caldi come quelli che ieri sera Il Volo – colpo d’occhio meno esaustivo di allora causa distanziamento pandemico, ma condizioni climatiche decisamente migliori – è riuscito a infiammare sotto la luna di Aida e Radames in diretta su Raiuno. L’idea di aprire la maratona con L’estasi dell’oro diretti da Andrea Morricone, evocando allo stesso tempo Clint occhi di ghiaccio ed eroi del rock come Ramones e Metallica che usavano e usano ancora quel pezzo per...

di Andrea Spinelli

Quando diciannove anni fa Ennio Morricone incise a Verona il suo Arena Concerto l’emiciclo era colmo e, nonostante fosse solo fine settembre, faceva un freddo cane. Ma gli animi erano caldi come quelli che ieri sera Il Volo – colpo d’occhio meno esaustivo di allora causa distanziamento pandemico, ma condizioni climatiche decisamente migliori – è riuscito a infiammare sotto la luna di Aida e Radames in diretta su Raiuno.

L’idea di aprire la maratona con L’estasi dell’oro diretti da Andrea Morricone, evocando allo stesso tempo Clint occhi di ghiaccio ed eroi del rock come Ramones e Metallica che usavano e usano ancora quel pezzo per aprire i loro concerti, s’è rivelata la più potente per spalancare i cancelli dell’Arena e riportarla al centro della musica. Volti un po’ tirati, nervi tesi ("ci tremano le gambe, è il momento più alto e più importante della nostra carriera") ma nella voce di Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble ha risuonato tutta la determinazione dell’evento. Un po’ come nel “triello” de Il buono, il brutto e il cattivo”, ma senza Colt fumanti. Tante emozioni, che la rete americana Pbs riporterà fra qualche tempo pure al pubblico d’oltre oceano, per spianare la strada al tour mondiale al via il 18 marzo da Radio City Music Hall. Per allora sarà nei negozi pure l’album del tributo de Il Volo a Morricone, in programma per l’autunno.

In repertorio temi da film, ma anche momenti del Morricone autore e arrangiatore pop come Se telefonando di Mina o Il mondo di Jimmy Fontana, eseguita da Piero, Ignazio e Gianluca con Riccardo Cocciante. Fra gli altri protagonisti Totò Cascio, Laura Chiatti, Marco Giallini, il flautista Andrea Griminelli. Sul palco anche Nina Zilli con Il Volo e Raphael Gualazzi nella sempiterna Metti una sera a cena. "Visto che molte canzoni di Morricone erano caratterizzate da voci femminili, a me è andata meglio di altri" spiega Nina. "Uomo o donna comunque conta poco. La musica non è solo arte, ma anche matematica, quindi il segreto sta nel trasportare i brani nella tonalità perfetta per te; se ci riesci non perdi un grammo di magia. Come dice Gino Paoli, le canzoni si possono interpretare in tutte le tonalità. Pure io canto spesso artisti dell’altro sesso, a cominciare dal mio amatissimo Otis Redding".

Sulla stessa linea il pianista urbinate. "Vero che la voce da soprano ha caratterizzato molte composizioni morriconiane – spiega Gualazzi – , ma Il Volo ha dimostrato che pure queste rivisitazioni al maschile sanno regalare grandissime emozioni e credo che lui, il grande assente, ne sarebbe orgoglioso". "Nelle mie scelte di repertorio non mi sono mai fatto condizionare dalle versioni originali. Per orchestrazione, leggerezza e intensità, molte sue composizioni rappresentano delle vere e proprie icone della melodia italiana. Un punto di riferimento irrinunciabile per tanti fra i più grandi musicisti del mondo".

Su quei gradoni millenari riempiti dal Maestro per l’ultima volta appena due anni fa, ieri c’erano 4.500 spettatori. "Quelle pietre hanno una storia incredibile e l’energia che emanano ti tira dentro l’interpretazione, anche senza il respiro sul collo di un pubblico traboccante" conclude Raffaele-Raphael. "E poi, dopo quello che abbiamo passato, ricominciare dall’Arena è il più grande dei regali".