Pierfrancesco Favino in una scena del film 'Il traditore'
Pierfrancesco Favino in una scena del film 'Il traditore'

Roma, 23 maggio 2019 - Esce oggi nelle sale cinematografiche italiane il film di Marco Bellocchio 'Il traditore', con Pierfrancesco Favino protagonista nei panni del pentito di mafia Tommaso Buscetta: nello stesso giorno viene proiettato al Festival di Cannes (14-25 maggio), unico lungometraggio italiano in concorso per la Palma d'Oro, e questo significa che la critica italiana e internazionale ancora non ha potuto pronunciarsi sul lavoro di Bellocchio. Alcune cose possono però essere raccontate comunque, in modo da capire se è il film che fa per noi oppure no.

IL TRADITORE, IL FILM
Una prima cosa da dire è che 'Il traditore' è scritto da Marco Bellocchio insieme ad altre tre persone: Francesco Piccolo (frequente collaboratore di Nanni Moretti), Ludovica Rampoldi ('La doppia ora', 'La ragazza del lago') e Valia Santella (che spesso lavora con Valeria Golino regista e che per Moretti ha scritto 'Mia madre').

Di suo, Bellocchio torna a Cannes per la nona volta e avendo fatto molto parlare di sé in occasione della presentazione di titoli come 'L'ora di religione', 'Vincere' e 'Il regista di matrimoni'.

LA TRAMA
Nell'arco di 148 minuti, tanto dura 'Il traditore', viene raccontata una pagina della storia d'Italia, quella che nel corso degli anni Ottanta vede scoppiare una violenta guerra di mafia per il controllo internazionale del traffico di droga.

Dal Brasile il boss Tommaso Buscetta assiste impotente all'uccisione, a Palermo, del fratello e di due suoi figli. Quando viene arrestato ed estradato in Italia, decide di incontrare il giudice Giovanni Falcone e di tradire il voto fatto a Cosa Nostra, diventando il primo, grande pentito di mafia.

Nasce così il celebre Maxiprocesso, che vide imputate 475 persone e che, dopo l'attentato a Falcone e alla sua scorta, perpetrato da Totò Riina, spinse Buscetta a coinvolgere grossi nomi della politica italiana come Giulio Andreotti.

IL TRAILER


UN FILM DI DENUNCIA SOCIALE
Vale la pena di riportare le parole con le quali Marco Bellocchio ha presentato il proprio film: "È diverso da tutti i precedenti, forse assomiglia un po' a 'Buongiorno, notte' perché i personaggi si chiamano coi loro veri nomi, ma lo sguardo è più esposto, all'esterno, i protagonisti sono spesso in pubblico, per esempio nel gran teatro del Maxiprocesso di Palermo e in altri teatri di altri processi con un copione diverso, pur essendo i personaggi spesso ripresi a distanza ravvicinata, trascurando però quei tempi psicologici, quelle nevrosi e psicosi 'borghesi' che sono state spesso la materia prima di molti film che ho fatto in passato. 'Il Traditore' è anche un film civile (o di denuncia sociale come si diceva una volta) evitando però ogni retorica e ideologia".

Leggi anche:
- Aladdin, com'è il remake con il genio Will Smith
- L'angelo del male, il film Brightburn con un Superman cattivo
- C'era una volta a Hollywood, il film di Tarantino: uscita, trailer e reazioni