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22 giu 2022

Il suo Novecento dissacrante e puro Patrizia Cavalli, la poeta più amata

22 giu 2022

Forse non hanno cambiato il mondo, di certo hanno toccato nel profondo tante persone. Ieri è morta Patrizia Cavalli, malata di un tumore dal 2015: si è spenta a Roma a 75 anni, e il primo volume che pubblicò nel ’74 si intitolava Le mie poesie non cambieranno il mondo, suggerito dalla sua musa, Elsa Morante, e che era tratto da una lirica della Cavalli.

Fu Elsa a battezzarla per prima: "Patrizia, sei una poeta", le disse e lei – nata a Todi nel 1947 e arrivata a Roma poco più che ventenne per restarci a vivere circondata dagli artisti e dagli amici (Carlo Cecchi, Giorgio Agamben, Ginevra Bompiani) – proprio in forza del tanto bramato battesimo della Morante dal quel momento ha fatto della sua voce poetica una delle più importanti del Novecento, del nostro tempo. "Nei suoi libri si snoda un canzoniere amoroso tutto centrato sul corpo, sui suoi ritmi, sui sensi più che sul sentimento. Ma intorno a questo nucleo erotico c’è un continuo divagare, quasi un avvicinarsi e un ritrarsi continuamente al e dal fuoco di un enigma", la ricordava ieri Mauro Bersani sul sito di Einaudi, aggiungendo: "Tutti i suoi libri sono attraversati dalla stessa geniale mescolanza di profondità e nonchalance. Anche nelle sue performance che riempivano i teatri, leggeva i suoi versi come buttandoli via, il contrario di qualsiasi enfasi retorica. E però non li buttava via per niente: la metrica, la musicalità, le rime improvvise, le chiusure aforistiche spiazzanti, tutto era calibrato sotto l’apparente noncuranza".

Traduttrice di Shakespeare e Molière, la Cavalli non ha mai nascosto di aver fumato miliardi di sigarette, giocato miliardi di partite a poker: era invasa da forze appassionate, feroci, ironiche, dissacranti, e trarre da quel caos la purezza di “parole incarnate“ è stata la sua dolorosa, chirurgica missione. "Le parole per me sono tutte belle – diceva – è un miracolo dell’umano quando la parola si dispone in un corpo evidente, necessario e sorprendente". Ieri l’hanno salutata sui social – tra i tantissimi fan – anche popstar come Vasco Brondi e Francesca Michielin. Forse non hanno cambiato il mondo, le sue poesie, ma una chiave per vederlo più a fondo l’hanno data: "Cosa non devo fare per togliermi di torno la mia nemica mente: ostilità perenne alla felice colpa di esser quel che sono, il mio felice niente".

cdc

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