Foto: Indigo Film
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Ispirato all'omonima opera teatrale di Eduardo De Filippo, 'Il sindaco del rione Sanità' è il film di Mario Martone ('Il giovane favoloso') che è stato accolto molto bene nel corso del Festival di Venezia 2019. Esce nelle sale cinematografiche italiane come evento speciale, solo il 30 settembre e l'1-2 ottobre.

Il sindaco del rione Sanità, tutto sul film

La storia è quella di Antonio Barracano, "uomo d'onore" che amministra la legge all'interno del rione Sanità di Napoli. Che si tratti di sparatorie o di debiti da pagare, lui indaga e sentenzia e tutti accolgono la sua parola come definitiva. Un giorno si presenta da lui un giovane intenzionato a uccidere il padre: Barracano riconosce il medesimo sentimento di vendetta che anni prima lo aveva cambiato per sempre e decide di intervenire per riconciliare padre e figlio e così salvarli.

Regia e sceneggiatura del 'Sindaco del rione Sanità' sono di Mario Martone, napoletano classe 1959 e autore recentemente dei film 'Il giovane favoloso' (2014, sulla vita di Giacomo Leopardi) e 'Capri-Revolution' (2018, storia del contrasto fra tradizione e modernità nel primo dopoguerra).

Martone ha potuto permettersi una lavorazione rapida, un mese di preparazione e un mese di riprese, perché ha portato su grande schermo l'allestimento teatrale di Eduardo da lui diretto nel 2017, grazie al collettivo Nest (Napoli Est Teatro) e alla collaborazione della compagnia Elledieffe di Luca De Filippo.

Il trailer

Com'è 'Il sindaco del rione Sanità', le recensioni

Al Festival di Venezia il film di Mario Martone ha ricevuto recensioni pienamente convinte grazie soprattutto a come si è distaccato dai tentativi di raccontare la criminalità organizzata messi in atto dalla serialità televisiva ('Gomorra' e 'Suburra') o dal cinema ('La paranza dei bambini').

La discriminante fondamentale è la capacità di mettere in scena la mentalità malavitosa, con il suo senso dell'onore e dello stare al mondo e con un'idea della violenza come fatto profondamente radicato nella vita. Come già accadeva nel testo teatrale di Eduardo, ciò non si traduce in una stupida glorificazione del protagonista, né in una condanna che, pur sacrosanta, sia incapace di guardare in faccia il problema e coglierne le sfumature.

Antonio Barracano diventa in questo modo il simbolo della difficoltà di separare chiaramente il bene dal male una volta che si viene messi di fronte all'orgoglio e alla disperazione di coloro che la società ha posto ai margini. Un esito tutt'altro che semplice e che è stato cercato, ma non pianamente raggiunto, dal recente 'La paranza dei bambini' (2019) e meglio agguantato da 'Selfie' (sempre 2019).

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