di Massimiliano Giornetti

Sin dai primi giorni del lockdown è stato chiaro che l’education sarebbe cambiata in modo irreversibile. Ma la moda vive di creatività e innovazione. È quello che insegniamo ogni giorno. Come noi, anche l’industria della moda ha iniziato ad evolvere in una nuova direzione, più tecnologica, più fluida, ma allo stesso tempo più vicina all’artigianato e alla creatività.

Non è stato un anno semplice per i nostri studenti di fashion design, ma sono stato colpito dalla loro determinazione nel portare a termine il proprio lavoro, la forza di non lasciarsi abbattere e il desiderio di guardare avanti. Abbiamo ascoltato la loro solitudine, il senso di incertezza, ma un forte desiderio di futuro.

Le loro collezioni hanno avuto lunga gestazione, concepite prima che il mondo cambiasse, ma alla fine sono riuscite ad esprimere quella stessa contemporaneità che abbiamo visto negli ultimi fashion show.

In uno scenario altamente instabile e imprevedibile che ci costringe a relazioni e connessioni virtuali, ho pensato che riportare il fulcro dell’attenzione sull’aspetto più intimo della creatività fosse necessario.

Abbiamo quindi fatto un lavoro di ricerca approfondito sulle location di Firenze, guidati dall’esigenza di rappresentare la nostra città in maniera autentica e poetica, rispettosa del suo heritage ma protesa verso un nuovo futuro, un nuovo spirito del tempo post-pandemico.

Le parole Fashion e Design vengono dalle parole latine Facere e Signum. Riflettono il senso di agilità e l’abilità di controllo sulle situazioni che evolvono e sui cambiamenti, ma anche la capacità di agire strategicamente con intenzioni molto forti. Queste sono le qualità che deve avere un fashion designer del futuro, questo è quello che noi insegniamo ogni giorno dentro la nostra scuola.

Qualsiasi sia la generazione a cui apparteniamo oggi, dalla Gen X fino alla Z, una cosa si è rivelata certa sin dai primi giorni del lockdown: l’education sarebbe cambiata in modo irreversibile. Quando in quei giorni abbiamo chiuso le porte delle nostre sedi, dalla splendida Villa Favard nel cuore di Firenze ai laboratori di Manifattura Tabacchi e Design Lab, e abbiamo iniziato a trascorrere la maggior parte del nostro tempo a casa davanti allo schermo di un computer, è stato chiaro che il nostro modo di insegnare e quello dei nostri studenti di apprendere si sarebbe trasformato. È stato il momento più duro per la nostra scuola ed in particolare per i nostri studenti di fashion design dell’ultimo anno, ormai vicinissimi a vivere quell’esperienza unica che si chiama passarella. Ma la moda vive e deve vivere di creatività e innovazione. È quello che insegniamo ogni giorno.

A Polimoda il nostro impegno è stato mantenere compatta la nostra community composta da studenti e docenti provenienti da tutto il mondo, e di mantenere tutte le condizioni per favorire il dialogo, lo scambio culturale, la crescita personale e creativa, nonostante le distanze e le limitazioni dettate dall’emergenza sanitaria. Già a giugno abbiamo fatto il possibile per riaprire i nostri laboratori nelle sedi di Manifattura Tabacchi e Design Lab. In particolare nel campo del design, ma non soltanto, i laboratori hanno un ruolo fondamentale. Le sedi di Manifattura Tabacchi e Design Lab (quest’ultimo a Scandicci) offrono laboratori attrezzati con strumentazioni professionali per la confezione e la pelletteria, fondamentali per il lavoro degli studenti. Loro non si sono mai arresi, anche grazie ad un fortissimo senso di community che è alla base della famiglia Polimoda. Non posso non dimenticare le parole di uno dei nostri studenti: "Senza le persone non esiste moda e io amo stare in mezzo alle persone".

Questo movie è nato dal desiderio di ritrovare lo spazio attraverso il corpo. Dalla necessità di tornare ad essere sensoriali anche se in un modalità by remote. Dal volere affermare una poetica umana che riporta l’essere al centro del processo creativo, ristabilendo una armonica unione tra arte, natura ed architettura.

Human Poetics, che abbiamo presentato sulla piattaforma della Milano Fashion Week nel primo giorno del calendario ufficiale, è per me un dialogo fluido tra spazio e tempo. Un métissage culturale fatto di arte, musica, architettura e moda. Un incontro ideale tra persone e luoghi in cui la poesia dei gesti, del fare con le mani e i concetti si fondono come in un neo Ri-nascimento.

Da Firenze, a Firenze, un’ode al risveglio dei sensi.

* direttore di Polimoda