8 apr 2022

Il profumo più apprezzato nel mondo? La vaniglia

Secondo un nuovo studio, l'apprezzamento degli odori non è una questione culturale ed è lo stesso in tutto il mondo. Il più piacevole è la vaniglia, il peggiore quello dei piedi sudati 

L'ambiente in cui cresciamo e viviamo non influisce su come percepiamo gli odori
L'ambiente in cui cresciamo e viviamo non influisce su come percepiamo gli odori

Non importa in quale angolo del mondo ti trovi: il profumo della vaniglia piace a tutti, mentre il tanfo dei piedi sudati resta sempre disgustoso. Finora si pensava che l'apprezzamento o meno di un odore fosse una questione culturale, una cosa che impariamo crescendo. Uno studio guidato dal Karolinska Institutet, in Svezia, smentisce questa ipotesi e sostiene che il contesto culturale c'entra poco. La percezione dei profumi e delle puzze sarebbe invece comune e condivisa in tutto il mondo, perché determinata principalmente dalla struttura delle molecole odorose e non dal nostro ambiente.

La ricerca ha coinvolto 225 persone appartenenti a nove comunità di vari luoghi, dal Sud America agli Stati Uniti alla Malaysia, alcune residenti in contesti urbani, altre invece di cacciatori-raccoglitori con scarsi contatti con alimenti e prodotti tipicamente occidentali. "Dato che questi gruppi vivono in ambienti caratterizzati da odori molto diversi, come la foresta pluviale, la costa, la montagna o la città, abbiamo acquisito molte differenti 'esperienze di odori'", spiega uno degli autori, Artin Arshamian.

I partecipanti hanno annusato dieci odori e quindi li hanno ordinati in una classifica di gradimento, dal più piacevole al più fastidioso. Sono emerse marcate differenze nell'apprezzamento riconducibili ai gusti personali, ma al tempo stesso una corrispondenza globale su quali odori risultano piacevoli e quali spiacevoli, indipendentemente dalla diversa cultura dei singoli gruppi. Il profumo preferito è risultata la vaniglia, davanti al butirrato di etile, il composto che caratterizza l'aroma della pesca e di altri frutti. Il titolo di puzza peggiore è andato invece all'acido isovalerico, che si trova nel formaggio, nel latte di soia, nel succo di mela, nel grasso rancido e nel sudore dei piedi.

"Ora sappiamo che esiste una percezione degli odori universale che è guidata dalla struttura molecolare e che spiega perché apprezziamo o meno un certo odore", dice Arshamian. Si tratta forse del risultato dell'evoluzione umana, perché riconoscere un certo odore come buono o cattivo potrebbe aver dato un vantaggio in termini di sopravvivenza.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Current Biology.

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