Foto: Tramp Ltd./Medusa Film
Foto: Tramp Ltd./Medusa Film
Giovedì 12 dicembre esce nelle sale cinematografiche italiane 'Il primo Natale', il film commedia nel quale Salvo Ficarra e Valentino Picone tornano indietro nel tempo fino all'anno zero, a Betlemme, e si mettono a cercare una donna incinta di nome Maria e il suo compagno Giuseppe. La critica italiana ne sta parlando bene, ma senza entusiasmi.

Il primo Natale, tutto sul film

La trama inizia ai giorni nostri, quando un ladruncolo ateo tenta di rubare la statua del bambino Gesù e viene colto sul fatto dal prete che la custodisce. Inizia un rocambolesco inseguimento e, non si sa come, i due uomini vengono sbalzati indietro nel tempo, fino all'anno della nascita di Cristo. Affascinati dalla possibilità di assistere a un evento capitale, per la cristianità, i nostri due eroi devono anche fare i conti con re Erode (interpretato da Massimo Popolizio) e i suoi sgherri.

Come già accaduto nei loro film precedenti, Ficarra e Picone si ritagliano il triplo ruolo di protagonisti, sceneggiatori e registi. La formula era stata sperimentata per la prima volta nel 2007, con il film 'Il 7 e l'8': si era rivelata vincente, propiziando una serie di ulteriori pellicole fino a quella del 2017, intitolata 'L'ora legale', migliore incasso italiano dell'anno.

'Il primo Natale' rappresenta dunque il sesto lungometraggio del duo comico, che per l'occasione si è fatto affiancare in fase di scrittura dallo storico collaboratore Fabrizio Testini e da Nicola Guaglianone, con il quale avevano già lavorato in occasione di 'L'ora legale'.

Il trailer



Il primo Natale: le recensioni

In media la critica italiana ha accolto il nuovo film di Ficarra e Picone in modo positivo, ma senza spellarsi le mani dagli applausi. Praticamente tutti i recensori cantano le lodi di Massimo Popolizio (Erode) e sottolineano come 'Il primo Natale' abbia grandemente stemperato la vena satirica di Ficarra e Picone per abbracciare una commedia più spensierata. Ci sono dunque alcuni accenni alle questioni sociali che caratterizzano la contemporaneità, prima fra tutte l'immigrazione, ma questi temi restano sullo sfondo.

Il risultato è un film piacevole, ma che manca di un guizzo particolare, sia esso quello satirico come anche quello poetico o edificante. Un prodotto ideale per mettere il cervello in folle, insomma, e godersi un'ora e quaranta minuti di intrattenimento senza pretese.

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