Hans Küng, scomparso a 93 anni. Nato in Svizzera, è stato docente a. Tubinga
Hans Küng, scomparso a 93 anni. Nato in Svizzera, è stato docente a. Tubinga
di Roberto Giardina Era nato vicino a Lucerna, nella terra di Calvino, ed è morto a Tubinga, nella patria di Lutero, a 93 anni, Hans Küng, il teologo che forse non credeva in Dio, il prete che accusò la Chiesa di essere una dittatura. Desiderava che fosse senza gerarchie, dunque senza un Papa, come la Chiesa protestante che ha un capo, simile a un presidente della Repubblica, non eletto a vita, e i fedeli si scelgono il loro pastore, e lo licenziano se li delude. Contestava il dogma della verginità della Madonna, e andò oltre quando mise in dubbio l´infallibilità del Papa. Wojtyla non lo tollerò, e nel ´79 gli tolse la "missio canonica", l’autorizzazione all’insegnamento della...

di

Roberto Giardina

Era nato vicino a Lucerna, nella terra di Calvino, ed è morto a Tubinga, nella patria di Lutero, a 93 anni, Hans Küng, il teologo che forse non credeva in Dio, il prete che accusò la Chiesa di essere una dittatura. Desiderava che fosse senza gerarchie, dunque senza un Papa, come la Chiesa protestante che ha un capo, simile a un presidente della Repubblica, non eletto a vita, e i fedeli si scelgono il loro pastore, e lo licenziano se li delude. Contestava il dogma della verginità della Madonna, e andò oltre quando mise in dubbio l´infallibilità del Papa. Wojtyla non lo tollerò, e nel ´79 gli tolse la "missio canonica", l’autorizzazione all’insegnamento della teologia cattolica.

Con Giovanni Paolo il conflitto fu aspro, insanabile. Per Küng "era un pontefice medioevale", un condottiero che brandiva la croce come una spada. Quando morì Wojtyla (2005), gli telefonai per un’intervista sul tema che mi era stato assegnato: "Chi preferirebbe come nuovo Papa?" Fu molto gentile, conversammo a lungo, ma non mi permise di scrivere una parola, aveva dato l’esclusiva dei suoi interventi a un altro giornale italiano.

Anche lui nella sua battaglia contro e per la Chiesa, era un politico, sapeva scegliere gli strumenti più convenienti. Alla mia domanda "quale Papa?", probabilmente avrebbe risposto: nessuno.

Arrivò Ratzinger, suo coetaneo, con il quale aveva partecipato al Concilio Vaticano II. Erano i più giovani, dopo presero strade opposte.

A Benedetto era legato da un sentimento contrastante, affetto, rispetto, lo considerava un collega, un teologo raffinato, ma lo criticò sempre con asprezza: non gli perdonava di aver taciuto sui religiosi pedofili, e gli chiese di fare pubblicamente "mea culpa".

Ratzinger, l´amico di gioventù, appena eletto papa, gli concesse una lunghissima udienza di quattro ore. Wotyla invece si rifiutò sempre di riceverlo, nonostante le sue insistenze.

Nel libro Sieben Päpste (2015), sette Papi, ha invece scritto a favore di Francesco, che riteneva un papa vicino all’uomo e che stava cambiando la Curia romana. Durante la telefonata, gli confessai che, educato dai gesuiti, ero ateo. Ebbi l´impressione che lo fosse anche lui.

Ha scritto un libro Existiert Gott?, esiste Dio. Penso che un teologo cattolico, con una cattedra, non possa usare un punto interrogativo. Non si può stare in una Chiesa e allo stesso tempo negarla. Si possono tentare riforme, ma fino a un limite, non oltre, senza ritorno. "La Chiesa cattolica, scrisse, è malata. Soffre di un male mortale".

Kung ha elaborato una sua "teologia per gli uomini", anche in altri saggi, Essere cristiani, Vita eterna?, in un confronto con l’ateismo, il nichilismo e la scienza. Dio è negli uomini, un’idea filosofica?

Negli ultimi anni, si batté contro la morale sessuale della Chiesa, era a favore del controllo delle nascite, del matrimonio dei preti, e voleva che le donne potessero venire ordinate sacerdoti. Sempre come nella Chiesa di Lutero.

Nel 2013, aveva creato la sua fondazione, Weltethos, un ethos mondiale, diretta a rafforzare la cooperazione tra le religioni, in nome di valori comuni, per giungere a un codice di comportamento universale. I comandamenti per Küng sono dati dagli uomini, in nome di un Dio senza un nome, come un’incognita necessaria per definire un teorema.

Negli ultimi tre anni, aveva ridotto i suoi impegni, fino a ritirarsi nella sua casa di Tubinga. Soffriva di Parkinson, rivelò nell´autobiografia, come Papa Wojtyla.