Cristopher Meloni, 60 anni appena compiuti, è lo Stabler di 'Law & Order'
Cristopher Meloni, 60 anni appena compiuti, è lo Stabler di 'Law & Order'
Non è più tempo di poliziotti scorretti. Almeno in tv. Record di ascolti qualche giorno fa negli Usa, il ritorno del detective Stabler nella serie Law & Order pare abbia già segnato, in un pugno di ore, il declino del carattere rabbioso “ma a fin di bene“ del suo personaggio, 12 stagioni della serie 'Law & Order - Unità vittime speciali', oltre 20 episodi a stagione e lui sempre lì, monolitico: a riempire di botte i probabili colpevoli e a ripetere "il fine giustifica i mezzi". In centinaia di storie, dal 1999 al 2011, il detective Stabler, origini irlandesi, cattolico devoto, figlio di un un poliziotto violento e di una madre con disturbo bipolare, sposato – da quando entrambi avevano 17 anni – con la bionda Kathy e padre di cinque figli (con la figlia maggiore adolescente ribelle e poi no), ha menato...

Non è più tempo di poliziotti scorretti. Almeno in tv. Record di ascolti qualche giorno fa negli Usa, il ritorno del detective Stabler nella serie Law & Order pare abbia già segnato, in un pugno di ore, il declino del carattere rabbioso “ma a fin di bene“ del suo personaggio, 12 stagioni della serie 'Law & Order - Unità vittime speciali', oltre 20 episodi a stagione e lui sempre lì, monolitico: a riempire di botte i probabili colpevoli e a ripetere "il fine giustifica i mezzi".

In centinaia di storie, dal 1999 al 2011, il detective Stabler, origini irlandesi, cattolico devoto, figlio di un un poliziotto violento e di una madre con disturbo bipolare, sposato – da quando entrambi avevano 17 anni – con la bionda Kathy e padre di cinque figli (con la figlia maggiore adolescente ribelle e poi no), ha menato le mani. Di fronte a quelli a cui dava la caccia a Manhattan nella sua Unità vittime speciali, dunque di fronte a sospetti assassini e stupratori, assassini e stupratori molto spesso di vittime minorenni, il detective Elliot Stabler era – nelle parole dei suoi autori tv – "la rabbia che proviamo". Come Callaghan, l’Ispettore Clint Eastwood, “Dirty Harry”, “Harry la carogna”, pronto ad agire al di fuori della legalità pur di salvare lo scuolabus di bambini dalla follia omicida del suo nemico personale Scorpio (1971, film di Don Siegel); come il poliziotto sadico De Niro-Thomas "Turk" Cowan che ('Sfida senza regole', 2008) manomette le prove per assicurare la condanna di un assassino. Ispettori, detective, poliziotti scorretti ma alla fine – sempre – nella grande fiction Usa tritatutto, redenti e rovesciati nel loro esatto opposto. Eroi.

Adesso non più. Nell’universo immenso e parallelo dei telefilm 'Law & Order' creato da Dick Wolf (I due volti della giustizia, 1990-2010; Criminal Intent, 2001-2011; Il verdetto, 2005-2006 tanto per citare solo qualche titolo delle mille produzioni), Stabler è stato una delle star della serie più longeva di tutta la casa Wolf e dell’intera storia della tv Usa: 'Law & Order - Unità vittime speciali', ora alla 22ª stagione. Interpretato da Christopher Meloni, il detective aveva comunque lasciato il telefilm nel 2011, alla 12ª stagione: questioni contrattuali, pare. La serie è andata avanti con grandissimo successo senza di lui grazie alla coprotagonista, la detective Olivia Benson (l’attrice Mariska Hargitay) che ha trasformato la fiction in un corso – tra drammi, delitti e umanità – di insegnamento alle donne di appropriazione e rivendicazione dei propri diritti contro la violenza sessuale.

Ora Stabler è tornato: ha un 'Law & Order' tutto suo, 'Organized Crime', anche se i primi episodi si incrociano con quelli di 'Unità vittime speciali'. Lo ritroviamo di ritorno da Roma, dove era stato mandato in missione a combattere il terrorismo, il traffico sessuale, il crimine organizzato come legame tra i dipartimento di New York e l’Italia. Di nuovo a Manhattan ritrova Benson, e l’incontro avviene nel più tragico dei modi: Olivia è corsa sulla scena di un crimine, quel crimine è un’auto distrutta da una bomba, la vittima è la moglie di Stabler, Kathy.

Dieci anni fa, il poliziotto per il quale "il fine giustifica i mezzi" negli inseguimenti per strada, raggiunta la possibile preda, la massacrava di cazzotti o nella stanzina degli interrogatori, convinto della colpevolezza di chi aveva davanti, arrotolava le maniche della camicia fino a scoprire i bicipiti scolpiti e giù botte. Adesso replica il modus operandi, ma Benson lo ammonisce: "Non lo facciamo più in questo modo". "Questa non è più casa tua", lo fredda il suo nuovo supervisore. Insomma, al posto del motto "il fine giustifica i mezzi", il sottotesto reso pubblico nei mesi delle proteste per gli omicidi della polizia di George Floyd dal produttore esecutivo di 'Law & Order' Warren Leight: "Basta con la narrazione dei poliziotti com’è stata finora: ora devono solo fare la cosa giusta". Aggiungendo però che lo show non si può fermare: "La gente guarda i film e i telefilm per vedere gli eroi". Che tipo di eroi? Lo vedremo nelle prossime puntate.