Emma Marrone in concerto a Lignano
Emma Marrone in concerto a Lignano
Coraggiosa o incosciente? Forse solo Emma. Notte in Italia carica di promesse quella regalata ieri sera dall’eroina di Amami ai mille fan (986 per la precisione) che sono corsi ad ascoltarla nell’Arena Alpe Adria di Lignano. Una massa colorata, distanziata a macchia di leopardo, mascherata e termo-rilevata, ma smaniosa lo stesso di afferrare per la coda questo tempo “sbandato” e tornare a respirare l’urgenza di un concerto rock. Sì, rock. Nell’animo, prima ancora che nei suoni. Quel rock che ti salva la vita o te ne restituisce una. E che la restituisce, soprattutto, a un’intera filiera, quella della musica live, consentendo ad Emma di bollare le sue due ore abbondanti di frenesie ad alto volume in bilico tra Con le nuvole e Fortuna come un suo personalissimo Primo Maggio. "Sono scesa in Piazza del Popolo per...

Coraggiosa o incosciente? Forse solo Emma. Notte in Italia carica di promesse quella regalata ieri sera dall’eroina di Amami ai mille fan (986 per la precisione) che sono corsi ad ascoltarla nell’Arena Alpe Adria di Lignano. Una massa colorata, distanziata a macchia di leopardo, mascherata e termo-rilevata, ma smaniosa lo stesso di afferrare per la coda questo tempo “sbandato” e tornare a respirare l’urgenza di un concerto rock. Sì, rock. Nell’animo, prima ancora che nei suoni. Quel rock che ti salva la vita o te ne restituisce una. E che la restituisce, soprattutto, a un’intera filiera, quella della musica live, consentendo ad Emma di bollare le sue due ore abbondanti di frenesie ad alto volume in bilico tra Con le nuvole e Fortuna come un suo personalissimo Primo Maggio.

"Sono scesa in Piazza del Popolo per sostenere le rivendicazioni dei lavoratori dello spettacolo e ora parto in tour senza lasciare indietro alcuno del mio staff. Non lo chiamo coraggio, ma solo coerenza" dice lei, mentre i fan aggrappati ai cancelli la salutano con la mano e l’arena si riempie a macchie di leopardo, i congiunti sulle ali, i singoli al centro distanziati da tavolinetti d’alluminio su cui poggiare il drink ordinabili con Qr Code direttamente dal posto.

"Finalmente è tutto vero" scrive una mano anonima sullo striscione legato a una siepe vicino all’ingresso dove è piazzato pure il termoscanner collegato con la control room che dalla zona camerini monitora in tempo reale afflusso e deflusso. In scena, Emma non porta grandi effetti speciali ma un viaggio tra vecchi e nuovi successi arricchito dalla presenza di tre ballerini. "È uno spettacolo fisico – spiega lei – che aderisce alla mia indole pur rispettando la natura di ogni singolo ballerino. Sono ballerini che provengono da stili completamente diversi tra di loro e che ballano per star internazionali come Madonna, Jennifer Lopez o Britney Spears". Prima di salire sul palco, dietro le quinte, scoppia a piangere: poi si fa il segno della croce, s’inchina ai tecnici e va in scena.

Archiviata la prova generale, domenica e lunedì Emma debutta all’Arena di Verona col concorso di uno stuolo di amici, tra cui Dardust, Alessandra Amoroso e quella Loredana Berté coprotagonista della canzone Che sogno incredibile in radio da ieri ad assaggio dell’antologia Best of me! in uscita il 25 giugno. Lo show di domenica a Verona sarà anche reso disponibile in streaming gratuito dal 15 giugno sulla piattaforma ITsART.

Rispetto al tour dello scorso anno, ridefinite in calendario le date di Verona, Taormina, Roma, Milano (23-25 giugno), Torino e Bologna (12 luglio), mentre quelle di Firenze, Napoli e Bari rimangono in forse. In tutto alla fine saranno venticinquemila a applaudire la prima popstar in tour quest’anno.

Tornando all’attesissima performance all’Arena, Emma fa sapere che in quell’occasione con Dardust omaggerà Battiato: "La notizia della sua scomparsa m’ha mandato il cuore in mille pezzi – racconta – lasciandomi lo stesso smarrimento di quando se n’è andato Pino Daniele. Non dimenticherò mai quando, in vacanza nella sua casa al mare, mi svegliava alle 5 di mattina portandomi il caffè". Potendo avere un ospite speciale in Arena, chi vorrebbe? "Potendo sognare, probabilmente proprio lui, Pino, il primo a credere in me dieci anni fa quando ero ancora per tutti solo quella che aveva vinto Amici".

Sull’onda dell’entusiasmo scatenato in Italia dalla vittoria dei Maneskin all’Eurovision, Emma – appena riconfermata giudice a X Factor – ricorda la sua partecipazione nel 2014, in quel di a Copenaghen: "Ho sempre fatto scelte di cuore e non di testa. All’Eurovision, ad esempio, portai La mia città per dimostrare che in Italia ci sono pure donne che fanno rock. Rifiutai di rilasciare interviste a paesi omofobi. E questo lo pagai col 21° posto. Ma furono le critiche in Italia a darmi più fastidio". Perché? "Perché, appuntandosi sui pantaloncini dorati piuttosto che sulla canzone o sulla performance, mostrarono un sessismo intollerabile. Damiano a petto nudo, con i tacchi ai piedi e la bottiglia di champagne sul tavolo è figo, io no. Probabilmente sono cambiati i tempi".