1 mag 2022

Il nazista che salvò gli ebrei danesi dalla deportazione

Georg Ferdinand Duckwitz, addetto dell’ambasciata di Copenaghen durante l’occupazione tedesca, non era il classico nazista, ma un uomo con una vasta esperienza internazionale e una spiccata attitudine alle relazioni sociali. A Copenaghen era uno dei consigliere del plenipotenziario Werner Best; credeva nella politica di relativa cooperazione seguita fin lì dalle autorità tedesche. All’inizio di settembre 1943, quando seppe che a Berlino si era deciso di deportare gli ebrei del Paese, informò alcuni amici danesi, in modo che la notizia arrivasse all’opposizione clandestina. Partì così la più efficace azione di resistenza non violenta della Seconda guerra mondiale: grazie all’impegno del governo e della Casa reale, delle reti clandestine dei partiti messi al bando e di tanti cittadini comuni, gli ottomila ebrei danesi furono messi in salvo in Svezia con una straordinaria mobilitazione di piccole imbarcazioni private. Una vicenda esemplare per spirito civico e coraggio collettivo. Da ristudiare.

Lorenzo Guadagnucci

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