Il mondo visto dall’Oceano. Un’immersione tutta letteraria

Oceano di Steve Mentz esplora la storia e il rapporto ambivalente tra l'uomo e il mare, attraverso la cultura classica, la schiavitù e la globalizzazione. Una rêverie intellettuale che unisce storia, mito, favola e poesia.

Nel raccontare chi siamo e da dove veniamo, restiamo spesso con i piedi ben piantati sulla terra. E se invece adottassimo il punto di vista del mare? Ha provato a farlo Steve Mentz – professore di Letteratura inglese alla St. John’s University di New York – in Oceano. Storie di marinai, poesia e globalizzazione (Wetlands), che racchiude all’interno di una splendida avventura intellettuale il senso e la storia di ciò che "connette e allontana, solleva e annega, affascina e respinge". E che, viene da dire immergendosi nella narrazione originale e “anticonvenzionale” dell’autore, ci riguarda molto più di quanto possiamo pensare. Ma per godersi appieno il bel libro di Mentz, un po’ saggio e un po’ rêverie, bisogna anzitutto affidarsi alla corrente di pensiero nota come Blue Humanities: se la maggior parte della superficie della Terra è costituita da acqua, è su questa che "le nostre metafore devono galleggiare", non poggiarsi sul suolo. Nel rapporto ambivalente che da sempre l’uomo ha con il mare, fatto com’è di curiosità e di timore, s’intrecciano cultura classica, schiavitù e globalizzazione. E se la storia umana spesso ha parlato attraverso la bocca e l’ingegno dei marinai, ci sentiamo figli di Odisseo, l’homo faber che tra le sue tante arti include, non a caso, anche quelle marittime. Ma nel racconto di Mentz, che parte dalle origini per dimostrare il legame viscerale che ci lega al mare, parole e concetti apparentemente solidi si deformano. Uno di questi è proprio il termine globalizzazione, che da Oceano ha ricevuto tante vite e di cui sono visibili i molteplici segni. A cominciare da quella “Nuova Pangea“, ricostruita dai viaggiatori come Colombo, che ha messo insieme per la prima volta le economie e le ecologie di continenti a lungo divisi. A Mentz, comunque, piace spaziare: alla storia si affiancano il mito, la favola, pure la poesia. Una meravigliosa immersione letteraria negli abissi che diverte e fa pensare.

Giuseppe Di Matteo

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