1 mag 2022

Il mondo eyewear tra innovazione e sostenibilità

eva desiderio
Magazine

di Eva Desiderio

Il consumatore di prodotti di lusso è globe trotter e guarda a qualità e sostenibilità dell’oggetto dei suoi desideri più che in passato. Lo evidenzia una ricerca che Altagamma ha commissionato a Boston Consulting Group su un campione di 10.000 consumatori in 20 Paesi. La fascia più esigente di uomini e donne è quella tra i 25 e i 35 anni che cerca una connessione emotiva col brand. La generazione Z (18-25 anni) guarda più all’estetica e meno a contenuti e qualità. Per le donne fashioniste tra i 35 e i 40 anni l’attenzione è rivolta al design. Dati importanti che calzano a pennello anche per i consumatori dell’immenso mercato degli occhiali, da sole e da vista, che in questi giorni (fino a domani) si incontra a Milano, per l’edizione di MIDO 2022 che torna dal vivo a Fiera Milano Rho.

Una manifestazione che resta un punto di riferimento per l’eyewear internazionale. "E’ bello potervi dire ’bentornati’ – dice Giovanni Vitaloni, presidente di MIDO, di ANFAO e fondatore e presidente della Vanni srl di Torino –. Oggi vogliamo dare voce alle esigenze delle aziende e confermare MIDO manifestazione clou dell’anno, in un 2022 che sta già dando segnali di ripresa per l’occhialeria. Scegliere questo periodo è la migliore soluzione per massimizzare le opportunità di business internazionale e dare lustro a un settore strategico".

In fiera ci sono 630 espositori provenienti da 45 paesi per presentare collezioni e prodotti a un parterre di buyer, ottici, designer e giornalisti nazionali e internazionali. "Dopo due anni di pandemia e alla luce della complessità del contesto geopolitico, le aziende vogliono incontrarsi per trarre dal confronto l’energia necessaria ad affrontare le sfide", continua Vitaloni. Nei 5 padiglioni di MIDO e nelle aree espositive del Fashion Discrict, Lenses, Design Lab, More!, FAiR East, Lab Academy, Start Up e Tech saranno presentate le proposte dell’intera filiera dell’occhialeria, dai grandi brand alle realtà più piccole innovative e sperimentali.

Tra le tendenze di MIDO occhiali genderless, vintage con un ritorno agli anni ’70, sostenibilità nei materiali usati, nel packaging e nei processi, evoluzioni di modelli come i cat-eye, linee più morbide ma anche nel formato mini o i tondi, nuovi colori (fluo, sgargianti, psichedelici, cangianti, ma anche toni pastello). "Il 2021 – chiude il presidente Vitaloni – si è chiuso con una crescita tra l’1 e il 2% in base al valore di produzione ed export".

Assente, per la prima volta, Luxottica coi suoi ’giganti’. Tutti gli altri colossi dell’eyewear Made in Italy ci sono a iniziare da Marcolin con Emilio Pucci (stampa Vortici e modello a farfalla) e Swarovski Eyewear (con forma ottagonale e cristalli incastonati). Silhouette punta sulla leggerezza con i modelli Purist. Per Marchon vanno forte gli occhiali di Salvatore Ferragamo che punta sulla Multicolor Eyewear Capsule. Fra i debutti Manila Grace con la prima collezione di occhiali da vista e sole. "Dopo borse e scarpe – dice l’ad Enrico Vanzo – il brand si arricchisce con la collezione di occhiali tutti Made in Italy". "Lavorare alla capsule di occhiali Blumarine con De Rigo è stata un’esperienza stimolante – racconta Nicola Brognano, direttore creativo di Blumarine –. Per questo debutto ho riportato nel loro design tutti gli stilemi del brand che oggi raccontano la nuova Blumarine: freschezza, stile, immediatezza e romanticismo".

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