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21 giu 2022

Il matematico napoletano che girava con un gallo

La figura affascinante e irregolare di Renato Caccioppoli, “nipote“ dell’anarchico Bakunin. Trent’anni fa il film di Mario Martone

21 giu 2022
lorenzo guadagnucci
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Renato Caccioppoli (1904-1959) fu portato al cinema nel ’92 da Mario Martone
Renato Caccioppoli (1904-1959) fu portato al cinema nel ’92 da Mario Martone
Renato Caccioppoli (1904-1959) fu portato al cinema nel ’92 da Mario Martone
Renato Caccioppoli (1904-1959) fu portato al cinema nel ’92 da Mario Martone
Renato Caccioppoli (1904-1959) fu portato al cinema nel ’92 da Mario Martone
Renato Caccioppoli (1904-1959) fu portato al cinema nel ’92 da Mario Martone

di Lorenzo Guadagnucci Chi, più di altri, seppe cogliere l’essenza di Renato Caccioppoli fu André Gide. Si incontrarono nell’agosto del 1937 a Villa La Rufola a Sorrento, nel salotto della marchesa Giuliana Benzoni. La figura di Renato – magrissimo, emaciato, con qualcosa di febbrile e disperato nel volto – colpì immediatamente Gide: parlarono tutta la sera, anche di fascismo e socialismo, secondo i rapporti di polizia sull’incontro fra uno scrittore famoso ma considerato fervente comunista (all’Ovra non dovevano leggere granché e nulla sapevano del Retour de l’Urss uscito l’anno prima, reportage sugli orrori e non sulle glorie scoperte nella patria del socialismo reale) e un giovane professore di matematica considerato geniale ma avverso al regime e perciò finito sotto sorveglianza. Ebbene, Gide quella sera stessa dirà a un amico italiano: "Ah! Questo uomo, così giovane. Vi ringrazio di avermelo fatto conoscere. È un’anima". Proprio così, Renato Caccioppoli era un’anima; un’anima spesso in pena, che si sentiva quasi ovunque fuori posto, preda di angosce e di ossessioni. Un’anima inquieta nella quale si specchia tuttora una certa idea di napoletanità. Proprio trent’anni fa, nel suo primo film da regista, Mario Martone affidò a Carlo Cecchi il ruolo del protagonista nel suo Morte di un matematico napoletano, ed è difficile, per chi abbia visto quel film, scindere l’immagine di Caccioppoli dal volto sofferente e fiero dell’attore fiorentino. Renato Caccioppoli non è entrato nei libri di storia, ma la sua figura ha segnato l’immaginario napoletano, come Martone e la co-sceneggiatrice Fabrizia Ramondino riuscirono a far intuire, navigando fra aneddoti e leggende per mettere a fuoco un personaggio unico e sfuggente, un uomo tormentato che fu un genio della matematica ma anche un disadattato, spesso ubriaco e più volte sorpreso a fare l’accattone; un intellettuale anticonformista vicino ma non organico al Partito comunista, forse per la vena ...

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