Il Festival scivola con Travolta. Scarpe in primo piano, spot occulto?

Il divo testimonial di una marca di sneakers indossate all’Ariston e col logo ben visibile inquadrato in più occasioni

Un’ospitata fatta con i piedi. A Sanremo si è scatenata la febbre del mercoledì sera. L’esibizione di John Travolta con Amadeus e, dopo, con Fiorello, ha suscitato innumerevoli critiche. Innanzitutto da un punto di vista artistico: se il ballo con il conduttore era una gag scontata ma non terribile, la successiva danza del qua qua con Fiorello è da s.v., senza voto, come d’altronde ha testimoniato l’espressione disgustata dell’attore americano e come ha confermato lo stesso Fiorello: "Una delle gag più terrificanti della storia della tv". Amadeus ha detto di essersi divertito, contento lui.

Il guaio è che, durante il ballo, il regista ha indugiato a lungo sui piedi di John Travolta, che indossava un paio piuttosto vistoso di sneaker con il logo in bella vista. Una bella pubblicità (occulta) per un marchio che cerca di imporsi. Ancora più grave perché il caso ha ricordato ciò che era accaduto l’anno scorso con il social ampiamente pubblicizzato da Chiara Ferragni e Amadeus (multa di 123mila euro confermata dal Tar).

La Rai è caduta dalle nuvole. Perché non avete oscurato il marchio, come fate in innumerevoli altri casi? "Travolta è arrivato in camerino all’ultimo momento, in pratica è uscito subito sul palco accompagnato da un assistente. E l’assistente, forse per soggezione, non ha segnalato la cosa", ha cercato goffamente di giustificarsi la vicedirettrice Federica Lentini. "Adesso non cercate di dare la colpa al povero assistente!", è sbottata Teresa Mannino, coconduttrice della serata di ieri, presente alla conferenza stampa del mattino. "Tutta la squadra Rai è molto attenta a mettere pecette dappertutto per coprire i marchi, stavolta è stato commesso un errore", ha ribadito Lentini.

La cosa si complica per due motivi. Primo: quanto ha preso Travolta per venire a Sanremo? Secondo la Rai gli è stato corrisposto un semplice rimborso spese. "Era già in Francia per suoi motivi personali e ci ha chiesto di poter intervenire", ha spiegato Amadeus. In realtà era atterrato in Francia per girare in Liguria proprio lo spot delle scarpe con Diletta Leotta (e infatti all’Ariston è sceso in platea a salutare il patron dell’azienda). Perché un attore del suo calibro dovrebbe venire al Festival per il solo rimborso spese? È chiaro che ci deve essere un ritorno di qualche tipo (gira voce che fare pubblicità alle scarpe l’azienda gli abbia pagato un milione di euro). Ritorno d’immagine no di certo, visto che il suo contratto proibisce di rimandare in onda la clip del suo ballo (il video è stato rimosso da Raiplay).

Secondo: come mai, nel presentarlo, Amadeus gli ha detto (lui che non sa l’inglese) "Don’t worry be happy" che è proprio lo slogan dell’azienda? Due indizi fanno una prova. L’azienda (che sponsorizza anche lo stadio di Monza) produce soprattutto scarpe antinfortunistiche. Interpellato, uno dei responsabili ha dato la propria versione della faccenda. Ha negato che ci fosse un accordo sotterraneo con la Rai. "Naturalmente sapevamo che avrebbe indossato le nostre scarpe, è il nostro testimonial. Ma è stata tutta pubblicità gratuita, visto che non c’era nessun accordo con la Rai". E sulla (involontaria?) citazione del loro slogan, il portavoce si è limitato a commentare: "Sono i miracoli della vita". Per loro, ovviamente,

Travolta è caduto in piedi. Intanto il Codacons ha prontamente presentato un esposto, mentre santo Amadeus ha perso la pazienza: "Tutte queste accuse sono un vero Fantasanremo. State facendo una polemica su delle str...". No, non intendeva stringhe.

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