di Davide Eusebi

Con due milioni e mezzo di bottiglie, 55 Paesi in cui esporta e un mercato di vendite on line in continuo sviluppo, la Velenosi vini di Ascoli Piceno si afferma come una delle aziende marchigiane più importanti nel mondo. Nata nel 1984, è diventata sempre di più un’azienda di famiglia con l’ingresso, al fianco di Angela che l’ha fondata, dei suoi figli Marianna e Matteo: "Una sorpresa – dice Angela – perché ognuno si era fatto un percorso proprio di successo. La prima a tornare è stata Marianna seguita da Matteo. Questa è una sicurezza". In vetrina ci sono gli ultimi successi con i vini rossi: "Roggio del Filare Rosso Piceno Superiore (Montepulciano e Sangiovese) – racconta Angela – ha avuto il massimo riconoscimento da tutte le guide, dal Gambero Rosso e a quella dell’Ais. Ludi (Montepulciano Cabernet e Merlot) è un altro vino premiatissimo, e poi c’è l’ultimo nato ’Verso sera’ (Montepulciano) che sta scalando i ranking. I rossi rappresentano due terzi della nostra produzione".

Il Roggio Rosso Piceno in particolare, punta di diamante dell’azienda, "non ha un solo mercato – precisa Angela – ma è distribuito in tutti e 55 Paesi in cui vendiamo vino. Non ci facciamo allettare da mercati dal potere commerciale maggiore. Siamo fedeli alla nostra filosofia: dare a tutti l’opportunità di acquistare i nostri prodotti". Il primo mercato è l’Italia col 35% del fatturato. "Vini – dice Angela – che quando escono sono già venduti nel segmento ristoranti ed enoteche. Vini che parlano il dialetto ascolano: si tratta di uve di Montepulciano con una inflessione di toscanità. Il Sangiovese ingentilisce il blend di Rosso Piceno superiore. Tutti i nostri vini importanti nascono dal Montepulciano. Così in bottiglia raccontiamo le nostre colline attraverso questi tre rossi". Strategiche le vendite on line: "E’ stata una necessità a causa del Covid. ma possono coesistere con la vendita tradizionale. Così abbiamo avviato l’e-commerce con successo con siti cinesi, americani, russi".