Frida Bollani Magoni, 16 anni: ha iniziato a suonare il pianoforte a 2 anni
Frida Bollani Magoni, 16 anni: ha iniziato a suonare il pianoforte a 2 anni
Frida, non sta accadendo tutto troppo in fretta? "Effettivamente l’onda è un po’ più grossa di quanto mi aspettassi. Però è una cosa bella. Sono felice di fare la musicista, perché è quello che ho sempre voluto". Non si è mai sentita una predestinata? "Avere due genitori come i miei ha indubbiamente aiutato, ma sarebbe potuto accadere qualsiasi cosa. Mio fratello Leone, ad esempio, lavora nel design". Spesso il talento ha bisogno di un’opportunità. Per la figlia di Petra Magoni e Stefano Bollani, Frida Fiore Dulcinea ("papà ama Don Chisciotte"), quel colpo d’ali è arrivato davanti alle telecamere di Raitre nello show Via dei matti numero zero con una interpretazione di Hallelujah che dalle corde del pianoforte è arrivata a...

Frida, non sta accadendo tutto troppo in fretta?

"Effettivamente l’onda è un po’ più grossa di quanto mi aspettassi. Però è una cosa bella. Sono felice di fare la musicista, perché è quello che ho sempre voluto".

Non si è mai sentita una predestinata?

"Avere due genitori come i miei ha indubbiamente aiutato, ma sarebbe potuto accadere qualsiasi cosa. Mio fratello Leone, ad esempio, lavora nel design".

Spesso il talento ha bisogno di un’opportunità. Per la figlia di Petra Magoni e Stefano Bollani, Frida Fiore Dulcinea ("papà ama Don Chisciotte"), quel colpo d’ali è arrivato davanti alle telecamere di Raitre nello show Via dei matti numero zero con una interpretazione di Hallelujah che dalle corde del pianoforte è arrivata a toccare quelle di tutti regalandole un ruolo pure nel concerto al Quirinale del 2 giugno davanti alle massime cariche dello Stato.

"So che ci supererà entrambi, ma va bene così" ammette mamma Petra, raccontando con tenerezza quello stato di ipovedente che la figlia, con straordinaria forza d’animo, ha saputo tradurre in un vantaggio. "Spesso mi dice: “vedi mamma, se non avessi avuto il dono della non-vista, non avrei saputo interpretare così bene”. Non è detto che, se perdi qualcosa, non trovi poi qualcosa di nuovo". Domenica prossima la sedicenne allieva del maestro Paolo Razzuoli, che le insegna la notazione musicale in Braille al liceo musicale a Pisa, sarà in scena a Milano, sul palco di Piano City. Da solista.

Com’è andata al Quirinale?

"Quando ho reinterpretato Il Canto degli italiani ero abbastanza tranquilla. Un po’ di emozione è arrivata solo quando, oltre a suonare, ho cantato La cura e Caruso. Ero consapevole dell’importanza del momento".

Lei preferisce cantare in inglese.

"L’inglese mi piace molto. E, sotto certi aspetti, cantare in italiano è più difficile".

Quale considera la sua prima esibizione “ufficiale”?

"A otto anni, un concerto di Natale all’Ambra Jovinelli di Roma, se non ricordo male. Ho aperto la serata, accompagnata al piano da Enrico Zanisi, intonando la Ninna Nanna di Brahms".

Cosa ha preso da mamma? E da papà?

"In scena mia mamma ha una forte presenza e una grandissima carica, è un po’ “pazza” e pure io un pochino lo sono. Anche papà sul palco diventa un po’ folle, ma in modo diverso. Entrambi hanno un punto in comune che amo tantissimo: l’umorismo".

I suoi genitori sono sempre in tournée. Ha mai sofferto la loro assenza?

"Ogni volta che è stato possibile mi hanno portata con loro. Mamma non s’è mai fermata. Il mio primo concerto di Musica Nuda l’ho visto che avevo… dieci giorni".

Le piace viaggiare, quindi.

"Moltissimo. Anche se all’estero, finora, sono stata solo a Parigi con mia mamma: per Musica Nuda, la Francia è una seconda patria. Ora il mio sogno più grande è scoprire Londra".

Quando s’è resa conto di avere l’orecchio assoluto, vale a dire la capacità di riconoscere immediatamente una nota senza bisogno di strumenti?

"A due o tre anni. Papà e mamma mi prendevano in braccio davanti al pianoforte e mi spiegavano cosa fossero un do o un re. Un giorno, in auto, ho chiesto a mamma di farmi un mi. Ne ha intonati quattro ma, a mio avviso, nessuno era un vero mi. Così, spazientita, mi ha detto di farmelo da sola, l’ha registrato e poi fatto ascoltare a Ferruccio (Spinetti, l’altra anima dei Musica Nuda - ndr) che ha confermato: era proprio un mi".

Cosa metterebbe nel suo primo album?

"Brani originali. Anche se al momento ne ho solo uno, I’ll miss you; la musica è mia, mentre il testo (ovviamente in inglese) di Benedetta Marianelli, una mia amica pisana".

La collaborazione dei sogni?

"Volo alto dicendo Jacob Collier".

La prima cosa che farà a 18 anni?

"Dovrò studiare, ma vorrei tanto festeggiare suonando".