di Giuseppe

Tassi

Consiglio spassionato a chi studia e programma l’auto del futuro: perfezionate il comando vocale. Sì quel sistema elettronico che vi permette di dialogare con la vettura, ricevere informazioni, programmare viaggi, scegliere ristoranti, alberghi o mete turistiche. Chi ha avuto la possibilità di viaggiare su veicoli Premium o simili ha potuto constatare che il livello di tecnologica elevatissimo raggiunto con i sistemi di assistenza alla guida ha modificato in meglio il nostro rapporto con l’auto. Parcheggiare con sensori e telecamere è un gioco da ragazzi, se la stanchezza ti tradisce il segnale della tazzina di caffè suggerisce una pausa. Il cruise control adattivo permette all’auto di mantenere la distanza dal veicolo che la precede. Incroci e retromarce al buio sono meno pericolosi con i sensori che attivano la frenata automatica d’emergenza in caso di pericolo.

Tutto molto bello, direbbe Bruno Pizzul, ma quando ti trovi a tentare il dialogo con la tua auto, spesso ricevi risposte improprie, inviti a ripetere il comando vocale, ripetuti richiami a non pretendere l’impossibile dalla voce robotica che hai sollecitato. In realtà l’elettronica sosfisticata, il cambio di una stazione radio, la temperatura dell’auto, perfino la posizione dei sedili oltre che tutte le funzioni di navigazione dovrebbero essere gestibili attraverso un comando vocale sofisticato. L’intelligenza artificale di Alexa, in uso nelle nostre case ci ha abituato a dialogare con un partner efficiente e sollecito. Un comando vocale di alta qualità eimina distrazioni e riduce i rischi. Il salvavita insomma è in un buon dialogo con la nostra auto.