Venerdì 21 Giugno 2024

I sorrisi dei giapponesi e le contraddizioni della dinamica Tokyo

Un viaggio in Giappone raccontato attraverso sorrisi e gentilezza, tra antiche tradizioni e modernità a Tokyo. Un ritratto della cultura giapponese che cura le ferite con la gentilezza.

di Matteo Donelli

’Hohoemi wa kokoro to karada no tokkoyaku’ (un sorriso è un rimedio speciale per ogni ferita della mente e del corpo). Nel whisky bar vicino alla stazione Ikebukuro di Tokyo, l’atmosfera di luci e voci basse lasciano Haruto aprirsi al racconto della sua vita di giapponese appena rientrato da Parigi. Dopo le mie prime settimane in giro per il Paese del sol levante, un forte senso di spaesamento mi agitava. Sorrisi e gentilezza riempivano i miei ricordi di persone incontrare tra Nagoya, Osaka, Kobe Kyoto e Akita.

Ultima sera a Tokyo, prima del rientro, con l’amico ’francese’ Akita, a ripercorrere un viaggio che ha lasciato una voragine nello stomaco. Il Giappone non si è lasciato cogliere, lasciandomi mille interrogativi come nessun altro angolo di mondo. Tokyo, la più grande metropoli del Mondo, fino al 1600 non era che un piccolo centro di pescatori. Ma in brevissimo tempo la città ebbe uno sprint straordinario nel vivere una molteplicità di avvenimenti storici.

Non è assolutamente moderna come può essere Shanghai, non è una città che ha abbracciato l’ultima fase della mobilità elettrica, ma anzi adotta veicoli a combustione mediamente molto più piccoli di quelli europei. La cultura del buon cibo e dei suoi lenti rituali e poi il dinamismo del lavoro. Ammirare il quartiere di Asakusa, presenta un fascino antico con i suoi templi perfettamente conservati ti fa capire che il tempo è rimasto fermo li mentre il fascino della modernità l’ho trovata dirompente nei quartieri Ginza e Tsukiji. Contraddizioni potenti.

"Perché la guardi con gli occhi da occidentale Matteo. Hai sovrastrutture culturali che cozzano con la nostra che ha radici forti e profonde dei tempi dei samurai incentrata da ideali di onore e rispetto sia per le cose e per le persone" dice il mio amico. "I sorrisi che hai incontrato – continua – sono la chiave della nostra cultura. Perché non sono mai formali ma profondi. Cosi non vedrai mai una città che corre dietro la modernizzazione. Rispetta il passato e lo si mantiene se fino ad allora ha ben funzionato". E qui i sorrisi servono a bilanciare le amarezze della giornata. "Per questo noi giapponesi sorridiamo e siamo sempre cortesi, per curare le nostre ferite la gentilezza".