L’attore britannico Daniel Sharman, 33 anni, nei panni di Lorenzo de’ Medici
L’attore britannico Daniel Sharman, 33 anni, nei panni di Lorenzo de’ Medici

Roma, 29 novembre 2019 - Giunge alla conclusione la saga, spettacolare e avvincente, della grande famiglia fiorentina. Il terzo e ultimo capitolo di questa importante coproduzione internazionale (di Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, Big Light Productions e Altice Group) venduta in oltre cento paesi, I Medici - Nel nome della famiglia, andrà in onda su Raiuno in quattro serate, il lunedì e il martedì, da lunedì 2 dicembre.
Una serie girata completamente in Italia, da Firenze a Pienza, Montepulciano, Roma, curata in ogni aspetto della realizzazione, dalla scrittura alla regia (affidata questa volta al canadese Christian Duguay), dalle scenografie ai costumi, per confezionare i quali è stato appositamente creato un laboratorio a Prato, formando anche nuove professionalità. Dopo il racconto della giovinezza di Lorenzo, questo terzo capitolo affronta la sua maturità. Torna a dare vita agli slanci e ai tormenti di Lorenzo de’ Medici, il trentatreenne attore inglese Daniel Sharman. Accanto a lui, di nuovo Alessandra Mastronardi nel ruolo di Lucrezia Donati, Synnove Karlsen in quello della moglie di Lorenzo, Clarice Orsini.
New entry di questa terza stagione, Neri Marcorè chiamato a impersonare Innocenzo VIII, mentre Francesco Montanari è Girolamo Savonarola.

Sharman, come si sviluppa il personaggio di Lorenzo in questa terza parte?
"La stagione precedente si era chiusa con la Congiura dei Pazzi, in cui il fratello di Lorenzo, Giuliano, era stato assassinato nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, a Firenze. Ora la storia prosegue, assumendo toni più dark, con Lorenzo animato da desiderio di vendetta e disposto a tutto per difendere la sua famiglia dai nemici. Si va più a fondo nella conoscenza di Lorenzo, una figura complessa che in questo momento, giunto alla maturità, sente scivolare via giovinezza e visioni idealistiche. È ormai un uomo che sa gestire il potere e che ha capito come funziona la politica a Firenze. Lo osserviamo soprattutto attraverso lo sguardo dei figli, della famiglia, e questo ce ne fa scoprire la grande umanità".

Cosa sapeva di Lorenzo il Magnifico prima di essere chiamato a interpretarlo?
"L’avevo un po’ studiato a scuola. Sapevo che era un banchiere, e poco più. Poi, man mano che ne ho approfondito la conoscenza per interpretarlo, mi sono reso conto di quanto siano importanti figure come lui per il mondo dell’arte. Ci si concentra sui geni, sui grandi artisti come Michelangelo e Raffaello, ma senza il sostegno di un mecenate non esisterebbero".

È stato un licantropo nella serie Teen Wolf , diventando un idolo delle adolescenti, uno zombie in Fear the walking dead , un vampiro nel film The collection . Com’è stato passare da quel genere di personaggi a Lorenzo de’ Medici?
"È stato un grandissimo piacere avere avuto l’opportunità di interpretare qualcuno di reale, un personaggio profondamente radicato nella storia, e non solo di Firenze. Rispetto ad altri personaggi fatti in passato, è stato sicuramente molto più interessante".

Ha girato molte serie negli Stati Uniti. Quali differenze ha trovato girando in Italia?
"In Italia si ha l’abitudine di registrare il parlato in studio per cui il set è spesso rumoroso mentre in America, quando si gira, c’è il silenzio assoluto. A volte può essere piacevole lavorare in questo caos, altre volte, quando hai bisogno di concentrarti, diventa complicato. Sicuramente è una cosa strana. Ma nessuno batte l’Italia per quanto riguarda il cibo: gli spuntini che si mangiano qui durante le pause, non si mangiano da nessun’altra parte".

C’è qualche politico di oggi che per qualche aspetto le ricorda Lorenzo de’ Medici?
"Non riesco a trovare nessuno che in qualche modo gli somigli. Sarebbe bello avere oggi dei politici o dei leader come lui, con il suo modo di pensare fuori degli schemi, rivoluzionario. Qualcuno con il suo coraggio e la sua intelligenza. Ne avremmo proprio bisogno".