di Lorenzo Frassoldati

Migliore cantina italiana secondo la giuria di ’Mundus Vini’ nel 2020. Miglior cooperativa italiana secondo la giuria internazionale del ’Berliner Wein Trophy’. Un bilancio 2019-2020 chiuso redistribuendo oltre 20 milioni tra valore del conferimento dei soci, retribuzioni e indotto delle aziende locali. I vini bio, che in un esercizio così difficile segnano una crescita a valore del 20% e a volumi del 19%. Cantina Tollo, presieduta da Tonino Verna, è oggi tra le più importanti realtà del settore e ambasciatrice dell’Abruzzo enoico nel mondo. Commercializza 13 milioni di bottiglie all’anno, vanta circa 700 soci e 2.700 ettari coltivati. I vigneti Tollo si estendono dalle colline del litorale fino alle pendici della Maiella, in un clima mediterraneo. La produzione è concentrata sui vitigni tipici e autoctoni del territorio (Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola), con un’attenzione estrema alla sostenibilità nelle tre accezioni: economica, sociale e ambientale.

Le bottiglie Cantina Tollo sono distribuite in tutte le regioni italiane e in quasi tutti i Paesi Ue, in particolare Germania, Paesi Bassi, Francia, Danimarca e Regno Unito e, oltreoceano, in Giappone, Stati Uniti, Canada. Cantina Tollo guarda anche ai mercati emergenti come Russia, India e Cina. La cantina è nata nel 1960, quando le campagne abruzzesi si spopolavano. I giovani se ne andavano ma i padri scelsero di restare dando vita al primo nucleo di Cantina Tollo. E l’azienda guarda a Molise e Puglia. Dalla casa madre sono nate due realtà: Feudo Antico e Auramadre, settore Ho.Re.Ca con la Docg Tullum, la seconda è il brand dei vini bio. Le bottiglie premium sono 2 milioni su 13, l’export vale il 35% e i paesi raggiunti sono 50. Dice Andrea Di Fabio, direttore generale: "La valorizzazione attraverso la Docg Tullum rappresenta un punto fondamentale. Ora stiamo conducendo ricerche su un antico vitigno rosso, la Maiolica e proveremo a dare una alternativa all’Abruzzo sui rossi".