Una scena del primo 'Hunger Games' (2012) - Foto: Lionsgate
Una scena del primo 'Hunger Games' (2012) - Foto: Lionsgate
La notizia ha rapidamente fatto il giro del mondo: la romanziera Suzanne Collins sta scrivendo un libro prequel di 'Hunger Games' e Lionsgate ha già acquistato i diritti per l'adattamento cinematografico, che però non coinvolgerà Jennifer Lawrence. L'ha fatto a scatola chiusa, scommettendo sul fatto che l'enorme successo commerciale della saga possa nutrire un nuovo capitolo. L'intera operazione ha però dei pro e dei contro: vediamoli con calma.

HUNGER GAMES, IL PREQUEL
Prima due parole su quel che sappiamo del sequel: il romanzo uscirà nelle librerie a maggio del 2020 ed è ambientato 64 anni prima degli eventi narrati nella trilogia che già conosciamo (trilogia se parliamo dei libri, tetralogia nel caso dei film).

Il titolo ufficiale ancora non è stato comunicato, dunque si parla di un generico 'Untitled Panem Novel', dove Panem è il nome dello stato fittizio che ogni anno organizza cruenti giochi fra giovani provenienti delle aree sottomesse al dominio della capitale.

Con le parole di Suzanne Collins, il romanzo prequel consente di esplorare "chi siamo e ciò che percepiamo come necessario alla nostra sopravvivenza. Il periodo di ricostruzione, dieci anni dopo la guerra e comunemente chiamato i Giorni Bui, mentre Panem si rimette in piedi, fornisce ai personaggi un terreno fertile per affrontare queste domande e definire così le loro opinioni sull'umanità".

I PRO DEL PREQUEL
Va da sé che il successo editoriale di 'Hunger Games' lascia intendere un analogo esito anche nel caso del libro prequel: probabilmente non sarà altrettanto grande, ma comunque più che sufficiente a giustificare la pubblicazione. Dal canto suo, la tetralogia cinematografica ha incassato nel mondo poco meno di tre miliardi di dollari a fronte di un budget complessivo pari a 493 milioni: anche in questo caso è ragionevole scommettere sulla buona riuscita commerciale del progetto.

Inoltre, Suzanne Collins ha ideato un mondo narrativo piuttosto ampio, che può essere esplorato da inedite angolature. Un po' come ha fatto ad esempio Tolkien con l'universo che ha generato 'Lo Hobbit' e 'Il Signore degli Anelli', oppure da Marvel Comics con i supereroi.

I CONTRO DEL PREQUEL
Lavorare su un universo narrativo preesistente non è però semplice e non facciamo torto a nessuno se diciamo che la Collins non ha il talento di Tolkien né di alcuni dei migliori autori di fumetti messi in campo da Marvel. Il rischio è che il prequel ricalchi senza originalità lo schema già applicato alla trilogia originale.

Inoltre, la saga cinematografica ha tratto un enorme vantaggio dalla presenza di Jennifer Lawrence, che fra il 2012 e il 2015 (periodo dell'uscita della tetralogia nelle sale) era il volto nuovo di Hollywood, capace di unire innegabili doti d'attrice con la bellezza e il carisma della star. Personaggi di questo tipo, capaci di determinare in modo sostanziale il successo di un film, sono molto rari. Per esempio, non è riuscita a fare la stessa cosa Shailene Woodley con la saga di 'Divergent' e nemmeno Lily Collins con quella di 'Shadowhunters'. Il prequel di 'Hunger Games' non può contare sulla Lawrence, che comunque oggi non ha più lo star power di qualche anno fa, e ha l'ingrato compito di scovare una sostituta all'altezza.

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