Lunedì 15 Luglio 2024

Sciopero a Hollywood, si torna a girare: c’è l’accordo tra produttori e sceneggiatori

Fine della protesta durata quasi 5 mesi: una delle più lunghe nella storia degli Studios. Ancora in stallo la concertazione con il sindacato degli attori

Lo sciopero di Hollywood (Ansa)

Lo sciopero di Hollywood (Ansa)

Hollywood, 25 settembre 2023 – Una boccata d’aria dopo 146 giorni di paralisi degli Studios di Hollywood. A distanza di quasi 5 mesi dall’inizio della protesta partita dalla fallita contrattazione tra i produttori e gli sceneggiatori, si è giunti ad un accordo sui termini del nuovo contratto triennale della categoria. Con la firma di oggi si chiude uno degli scioperi più lunghi della storia degli Studios, che ha paralizzato l'industria dello spettacolo e rallentato l'economia dell'intero Stato, mandando in fumo oltre 5 miliardi di dollari, secondo gli esperti

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Accordo provvisorio

“Abbiamo raggiunto un accordo provvisorio con l'Alleanza che riunisce gli Studios tradizionali e piattaforme di streaming (Amptp). È stato possibile grazie alla tenace solidarietà degli iscritti e allo straordinario supporto degli altri sindacati dello spettacolo", si legge nella nota inviata ai propri iscritti dalla Writers Guild of America (Wga).

“Possiamo dire con grande orgoglio che questo accordo è eccezionale e prevede passi avanti significativi per autori e sceneggiatori di tutti i settori. Quello che resta da fare al nostro staff è assicurarsi che tutto venga messo nero su bianco in modo appropriato. E anche se non vediamo l'ora di condividere con voi i dettagli di ciò che abbiamo ottenuto, non possiamo farlo finché non avremo messo l'ultimo puntino sulla i”.

L'accordo è definito “provvisorio” perché manca la stesura finale del documento che dovrà essere esaminato dalla direzione della Wga e poi approvato dalla maggioranza degli 11mila iscritti, tramite voto online: un passaggio indispensabile, anche se il "sì” della base è scontato.

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Le richieste degli sceneggiatori

Gli sceneggiatori soddisfatti dei risultati raggiunti sulle richieste avanzate: aumenti della paga minima, garanzie sulla fase di scrittura dei soggetti, percentuali più alte dei diritti d'autore per le opere destinate allo streaming. In cinque mesi, il livello dello scontro è rimasto sempre alto e tutti tentativi di riaprire la contrattazione erano finiti con un nulla di fatto. Mercoledì il clima è cambiato improvvisamente. Dopo più di un mese dall'ultimo, infruttuoso, incontro, i rappresentanti della Wga e dei produttori sono tornati al tavolo.

Clima conciliante 

A conferma di un clima più conciliante, vicino a Carol Lombardini della Amptp si sono seduti anche Ted Sarandos di Netflix, Donna Langley della Universal, Bob Iger della Disney e David Zaslav della Warner Bros. Per spingere sull'accordo, è sceso in campo anche il governatore della California Gavin Newsom, che ha chiamato i principali negoziatori.

Attori ancora in sciopero

Resta in sciopero, invece, il sindacato degli attori (Sag-Aftra), con cui i produttori dovranno riaprire il tavolo della contrattazione, saltato a metà luglio. Wga e Studios hanno trovato la quadra dopo cinque giorni di trattativa non stop negli uffici della Amptp di Sherman Oaks. Sabato pomeriggio gli Studios hanno fatto la loro "ultima e migliore” offerta e nella riunione di oggi i rappresentanti della Wga hanno dato l'approvazione. La questione più complessa da articolare sul nuovo contratto sarebbe stata quella dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale.

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