Guy Ritchie
Guy Ritchie

La storia della seconda guerra mondiale è fatta anche di operazioni segrete: proprio queste saranno al centro del nuovo film di Guy Ritchie, regista e sceneggiatore di titoli come 'Snatch', 'Rocknrolla', 'Sherlock Holmes', 'Operazione U.N.C.L.E.' e 'King Arthur: il potere della spada'. Nello specifico, Ritchie sta lavorando a un lungometraggio ispirato al libro di Damien Lewis 'Ministry Of Ungentlemanly Warfare' (sottotitolo: 'How Churchill's Secret Warriors Set Europe Ablaze And Gave Birth To Modern Black Ops').


Le operazioni militari segrete britanniche

La storia vera è quella dello Special Operations Executive (SOE), l'organizzazione formata nel luglio del 1940 per ordine dell'allora primo ministro Winston Churchill. L'idea era semplice: con le forze militari britanniche messe in seria difficoltà, in Europa, non aveva molto senso continuare a combattere secondo le tradizionali regole di ingaggio e ogni volta prendere bastonate dalle truppe naziste.

Dunque basta comportarsi da gentiluomini (da qui il titolo 'Ministry Of Ungentlemanly Warfare'): occorreva selezionare attentamente un numero ristretto di soldati e impegnarli in pericolose azioni dietro le linee nemiche, che fossero a sostegno dei movimenti di resistenza oppure mirate ad eliminare alcuni obiettivi strategici. In sostanza, il SOE inaugurò le moderne black ops, cioè quelle azioni super segrete che, se scoperte, il governo negherà di avere autorizzato e persino di conoscerne l'esistenza. Va da sé che in questo modo era più semplice adottare soluzioni "sporche", decisamente inadatte a dei gentiluomini.

La storia ufficiale, o almeno quella de-secretata, racconta che le operazioni durarono per tutta la seconda guerra mondiale, ottennero importanti successi, ma furono anche commessi clamorosi errori che costarono la vita a decine di agenti segreti (perché la Gestapo impegnò ingenti risorse nel tentativo di identificare ed eliminare queste persone e anche nel tentativo di infiltrare suoi agenti all'interno delle fila del SOE).

Il film di Guy Ritchie

Paramount Pictures ha acquistato i diritti per l'adattamento cinematografico del libro di Damien Lewis nel 2015 e da allora cerca di portarlo su grande schermo. Nel corso degli anni vari sceneggiatori sono stati pagati per mettere su carta un possibile lungometraggio e il copione più recente porta la firma di Arash Amel ('A Private War', 'Outside the Wire'). Non è chiaro se l'arrivo di Guy Ritchie porterà all'automatico accantonamento del lavoro di Amel, oppure se Ritchie in qualche modo ne terrà conto. In ogni caso, a lui è stata affidata sia la sceneggiatura che la regia, dunque sicuramente vorrà dire la sua sullo script.

Quando tutto sarà pronto per le riprese, il film potrà contare sulla produzione di Jerry Bruckheimer, un nome che è una garanzia se parliamo di film muscolari, con set mastodontici e costosi: è quello dietro 'Top Gun', 'Armageddon', 'Pealr Harbor', 'Black Hawk Down' e la saga di 'Pirati dei Caraibi', giusto per citare alcuni titoli di una carriera ormai pluridecennale (il suo primo lavoro risale al 1972).

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