di Giuseppe

Tassi

Le perplessità e le riserve sull’auto elettrica sono ancora tante. Non c’è da stupirsi se il mercato non decolla, anche se i robusti incentivi statali lo stanno spingendo. E non c’è solo il panico da ricarica a frenare la scelta di un’auto a zero emissioni.

Il problema è che i nuovi modelli verdi portano con sè un carico di novità tecnologiche che non è facile fronteggiare. Specie per chi è abituato da sempre a condurre tradizionali auto a motore termico.

È importante prendere confidenza con la guida elettrica e con le tecnologie elettroniche di supporto, che in questo tipo di vetture sono un corredo obbligato.

Ecco perché plaudo all’iniziativa di Nissan Italia di proporre ai propri clienti elettrici, quelli che scelgono la veterana Leaf o hanno prenotato il crossover Ariya, un test-drive di 48 ore. Due giorni con l’auto a casa, un collaudo lungo per potersi misurare con un veicolo che cambia la dimensione della guida.

Si parte dall’avvio silenzioso con il pulsante, si prosegue con il cambio, solitamente monomarcia e il pedale dell’acceleratore che diventa freno per rigenerare energia.

Poi l’abilità di dosare il piede per allungare l’autonomia e la necessità di tener sott’occhio la lancetta dei km che restano da percorrere. Una serie di operazioni che diventano banali e di routine come pedalare in sella a un bicicletta, ma si tratta di comportamenti nuovi da assumere e metabolizzare. Compresa la capacità di predisporre i viaggi, stabilire in anticipo le soste per la ricarica, lasciarsi condurre per mano in un mondo nuovo ma ricco di promesse.