Il ghiaccio della Groenlandia scompare in mare
Il ghiaccio della Groenlandia scompare in mare
La Groenlandia, una delle maggiori riserve di acqua ghiacciata del pianeta, si sta sciogliendo a un ritmo sempre più rapido, contribuendo in modo consistente all'innalzamento degli oceani. Lo sostiene uno studio a cura della Nasa e della University of California, secondo cui nell'ultimo decennio la quantità di ghiaccio che scompare annualmente è quasi sei volte superiore rispetto a quanto accadeva tra gli anni Ottanta e Novanta.

LA GROENLANDIA "SCOMPARE"
La ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha messo insieme i dati raccolti negli anni tramite satelliti e altri strumenti di misurazione, al fine di ricostruire lo "stato di salute" della Groenlandia dal 1972 al 2018. Gli scienziati hanno così scoperto che, fino al 1990, sull'isola più grande del mondo si è mantenuta una situazione di sostanziale equilibrio tra i ghiacci sciolti e i nuovi ammassi generati dalla neve.

Tuttavia, negli ultimi 30 anni c'è stato deciso peggioramento: le perdite di ghiaccio, che negli anni Novanta erano di circa 51 miliardi di tonnellate all'anno, sono salite a 187 miliardi nel 2000, diventando poi 286 miliardi di tonnellate a partire dal 2010.

SCIOGLIMENTO PROGRESSIVO
La Groenlandia ospita oltre 200 ghiacciai di grandi dimensioni, la cui base si trova spesso in profondità sotto il livello del mare. Secondo le stime più accreditate, in quest'area dell'artico la temperatura è salita mediamente di 2 gradi Celsius rispetto all'era preindustriale, con picchi di quattro gradi in alcune regioni.

Quando si parla della riduzione delle masse di ghiaccio, non bisogna pensare solo ai giganteschi iceberg che si staccano dal ghiacciaio-madre ( come quello ripreso in questo raro e spettato colare video). I ricercatori spiegano infatti che il fenomeno avviene per lo più in modo poco eclatant e, attraverso un costante processo di fusione che va ad alimentare grandi flussi d'acqua sottomarini.

I MARI SALGONO
Alla base dello scioglimento, dice lo studio, non ci sono solo le temperature di superficie sempre più miti, ma anche il riscaldamento degli oceani, che fa arrivare dall'Atlantico acque sempre più calde. Secondo le stime, dal 1972 la Groenlandia ha contribuito da sola a far salire di 14 millimetri il livello dei mari, di cui la metà negli ultimi otto anni.

Considerando che 360 miliardi di tonnellate di ghiaccio sciolto equivalgono a un innalzamento di circa a un millimetro, gli scienziati sottolineano quanto sia importante adoperarsi per evitare che in futuro il fenomeno subisca una ulteriore accelerata. La scomparsa di uno dei ghiacciai più voluminosi, come il Nioghalfjerfjorden e Zachariae potrebbero contribuire da sola a elevare gli oceani di oltre mezzo metro, con conseguenze potenzialmente catastrofiche.