Un esemplare di elefante africano
Un esemplare di elefante africano

Uno studio pubblicato in questi giorni sulla rivista Royal Society Open Science documenta che nelle giornate calde gli elefanti perdono quantità sorprendenti di acqua, fino a un decimo di quella contenuta nel loro organismo. La scoperta va al di là della semplice curiosità scientifica: se da un lato mostra quanto sia importante il consumo di acqua per questi animali, dall'altro suggerisce una potenziale competizione tra esseri umani ed elefanti, alla luce della crescente carenza idrica acuita dai cambiamenti climatici.

L'indagine a cura di un team del North Carolina Zoo ha rivelato che quando la colonnina di mercurio supera i 24 gradi, gli elefanti perdono in media 427 litri di acqua nel giro di 24 ore, con picchi di 516 litri, contro i 325 litri registrati nei giorni più freschi (da 6 a 14 gradi). Per farsi un'idea più precisa, si tratta all'incirca della quantità di acqua necessaria per riempire due vasche da bagno. Nel complesso, i liquidi smarriti per colpa delle alte temperature corrispondono più o meno al 7,5% della massa corporea dei pachidermi (un elefante africano adulto può pesare fino a 6 mila chili) e al 10% della loro acqua corporea totale.

Nonostante il campione studiato coinvolga solo un piccolo numero di esemplari in cattività, i dati raccolti sembrano spiegare per quale ragione il reintegro di liquidi sia così importante per gli elefanti. Le perdite possono infatti essere compensate alterando alcuni processi metabolici, ma secondo i ricercatori le osservazioni mostrano chiaramente che dopo due giorni senza acqua il rischio di disidratazione può risultare fatale.

La cattiva notizia, concludono gli scienziati, è che il disperato bisogno di accedere a risorse idriche pulite, si scontra con la progressiva siccità e la riduzione delle piante ricche d'acqua. Proprio quest'anno ha fatto scalpore la strage di oltre 300 elefanti avvenuta in Botswana, causata da un batterio presente nelle pozze d'acqua da cui gli animali si abbeveravano.