Filippo Scotti (21 anni) in “È stata la mano di Dio“ di Sorrentino e Anamaria Vartolomei (22 anni) in “L’Événement“ della Diwan
Filippo Scotti (21 anni) in “È stata la mano di Dio“ di Sorrentino e Anamaria Vartolomei (22 anni) in “L’Événement“ della Diwan
di Giovanni Bogani Il cinema ci cambia la vita, ci cambia il modo di vedere le cose. I premi della Mostra di Venezia aggiornano e ridefiniscono l’ "air du temps", il sentimento delle cose. E allora, vediamo quale rivoluzione hanno portato, quest’anno, partendo dalle date delle uscite in sala delle pellicole. I film che vedremo. Molti usciranno a breve o sono già usciti. Sono già nelle sale, dal 9, Qui rido io di Martone con Toni Servillo, Il collezionista di carte di Paul Schrader e Welcome Venice di Andrea Segre. È in arrivo Dune, il kolossal fantascientifico di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet: uscirà giovedì, come Il silenzio grande di Alessandro Gassman. Dal 14 ottobre sarà in sala The Last Duel, spettacolare film medievale di Ridley Scott. Il 28 ottobre...

di Giovanni Bogani

Il cinema ci cambia la vita, ci cambia il modo di vedere le cose. I premi della Mostra di Venezia aggiornano e ridefiniscono l’ "air du temps", il sentimento delle cose. E allora, vediamo quale rivoluzione hanno portato, quest’anno, partendo dalle date delle uscite in sala delle pellicole.

I film che vedremo. Molti usciranno a breve o sono già usciti. Sono già nelle sale, dal 9, Qui rido io di Martone con Toni Servillo, Il collezionista di carte di Paul Schrader e Welcome Venice di Andrea Segre. È in arrivo Dune, il kolossal fantascientifico di Denis Villeneuve con Timothée Chalamet: uscirà giovedì, come Il silenzio grande di Alessandro Gassman. Dal 14 ottobre sarà in sala The Last Duel, spettacolare film medievale di Ridley Scott. Il 28 ottobre usciranno gli attesissimi Freaks Out di Gabriele Mainetti e Madres paralelas di Pedro Almodóvar. Dovremo attendere invece fino al 24 novembre per È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, Gran premio della giuria, su Netflix dal 15 dicembre.

Madri. Ha vinto il Leone d’oro L’Événement (nelle nostre sale a fine ottobre) racconto della tragedia di una ragazza che cerca di abortire nella Francia degli anni ’60 in cui l’interruzione di gravidanza era un reato penale, severamente punito, così come lo è stato in Italia fino al ’78: polemizza il vescovo Antonio Suetta: "Così domina la logica del pensiero unico". Maternità difficili, ma di segno opposto per Madres paralelas di Almodóvar, dove due donne mettono al mondo le loro inattese e, all’inizio, indesiderate creature, con la coppa Volpi alla protagonista Penélope Cruz. Ma c’è anche la maternità rimossa, con rancore e sensi di colpa, di Olivia Colman in The Lost Daughter di Maggie Gyllenhaal, premiato per la migliore sceneggiatura, tratta da un romanzo di Elena Ferrante.

Donne. Con il Leone d’oro a Audrey Diwan, regista de L’Événement, sono 4 i massimi premi internazionali consecutivamente assegnati a registe. Luglio di quest’anno, Palma d’oro a Cannes a Julia Ducournau per il discusso Titane. Settembre scorso: la Mostra di Venezia incorona la cino-americana Chloe Zhao per Nomadland, che poi vincerà l’Oscar nell’aprile 2021. L’Événement è un film importante, lacerante, crudo. Ma qualcuno già si chiede se, nei confronti delle registe, non si stia instaurando – sull’onda del #MeToo – una sorta di pregiudizio "al contrario", un politically correct che tenda a privilegiarle.

Netflix. Tre i premi a film targati Netflix: È stata la mano di Dio di Sorrentino, The Lost Daughter della Gyllehaal e The Power of the Dog di Jane Campion (migiore regia). A Cannes, invece, i prodotti e destinati alla piattaforma della grande N non hanno accesso. "Non ha più senso distinguere tra film Netflix e film di altri produttori", ha detto ieri il direttore della Mostra, Alberto Barbera. "Netflix non è più il futuro, è già storia: smettiamo di demonizzarla. I film Netflix sono accettati persino dalla Academy. Il luogo deputato del cinema resta la sala cinematografica, ma le piattaforme streaming non possono più essere ignorate. Si andrà verso un doppio sistema che richiederà nuove regole".

Sorrentino. Tre premi, emozioni diverse per Sorrentino: il Premio della giuria a Cannes nel 2008 per Il divo, l’Oscar nel 2013 per La grande bellezza, e ora il Gran premio della giuria. "A Cannes ero ansioso – ha detto il regista –, a Los Angeles stanco, dopo una campagna promozionale durata mesi, una maratona: stavolta avevo solo emozioni. Il cammino verso gli Oscar 2022 è cominciato? Non voglio nemmeno pensarci: ora quello che conta è l’uscita del film nelle sale italiane". Che Sorrentino – come i tantissimi artisti firmatari di un appello al ministro Franceschini – chiedono ora siano riaperte al 100%.

Dati. Le presenze alla Mostra 2021 sono cresciute del 63% rispetto all’edizione "d’emergenza" 2020, con 150mila accessi alle proiezioni. Appuntameno alla Mostra 79: il 31 agosto 2022.