Gillian Anderson
Gillian Anderson

Grazie alla serie TV 'X-Files' Gillian Anderson è diventata una delle attrici più famose e amate al mondo, ma ha anche avuto modo di conoscere molto da vicino il mondo di Hollywood e decidere che non faceva per lei, proprio per niente: è quanto ha raccontato al magazine australiano TV Week durante un'intervista incentrata sulla sua partecipazione alla quarta stagione della serie TV 'The Crown', dove interpreta la "Lady di ferro" Margaret Thatcher.


Il peggio di Hollywood

Gillian Anderson è nata a Chicago nel 1968, ma quasi subito i genitori si sono trasferiti a Porto Rico e successivamente a Londra: qui la futura attrice ha trascorso l'infanzia ed è tornata negli Stati Uniti all'età di undici anni (gli spostamenti della famiglia dipendevano dal lavoro del padre, che gestiva una società di post produzione). Poi sono successe una serie di cose e a un certo punto è arrivata l'occasione di interpretare l'agente dell'FBI Dana Scully in 'X-Files' (1993-2002, più una coda nel 2016-2018). Boom: fama, successo, schiere di fan, tutto ciò che uno spera di ottenere quando si muove nel mondo del cinema e della televisione statunitensi.

C'è però anche il classico rovescio della medaglia: Gillian Anderson non entra nello specifico, ma le sue parole non lasciano adito a dubbi su quanto poco gradevole sia stato. Ricordando il trasferimento a Londra, nel 2002, ha raccontato: "Molte persone non capivano perché avessi preso una simile decisione e perché volessi scomparire da Hollywood dopo il successo di 'X-Files'. Avevo sempre sentito la mancanza dell'Inghilterra e avevo sempre covato il desiderio di tornarci. Ma in quel momento, la mia scelta fu anche motivata dal fatto che avevo una relazione complicata con la fama e che avevo visto quanto di peggio l'industria possa riservare. La odiavo davvero e volevo allontanarmene". E oggi che può guardare le cose in prospettiva, ammette: "Le belle cose di cui sono stata benedetta per avere seguito il mio istinto sono molte e non ho mai nemmeno preso in considerazione l'idea di tornare in America".

Gillian Anderson e Margaret Thatcher

Fra le cose belle possiamo sicuramente annoverare le tre candidature agli Oliver Awards, i premi riservati al meglio del teatro britannico, e le recensioni entusiaste ricevute per le interpretazioni nelle miniserie 'Bleak House' e 'Any Human Heart', e nelle serie TV di Netflix 'Sex Education' e 'The Crown' (la quarta stagione è in streaming dal 15 novembre 2020). In quest'ultimo caso, parlando di lei la critica ha utilizzato quasi solo superlativi: un'eccellenza raggiunta dopo parecchio lavoro sul personaggi di Margaret Thatcher e dopo avere compreso come dare corpo a qualcuno che "la gente ama odiare e odia amare. Ero terrorizzata perché avevo ben presenti tutti i rischi di interpretarla nel modo sbagliato". Così ha iniziato a leggere biografie, a guardare documentari e poi a sottoporsi a lunghi mesi di prove di fronte alla telecamera, per trovare il giusto look, la giusta camminata, il modo di parlare e di comportarsi. Alla fine, il duro lavoro ha pagato e di tornare a Hollywood continua a non sentirne la necessità.

Per completezza, il trailer della stagione 4 di 'The Crown'