Lunedì 22 Aprile 2024

Giletti torna in Rai: "Racconto i 70 anni della tv. Ma non è una rivincita"

Domani guiderà la serata dedicata al compleanno del servizio pubblico. "L’addio non fu semplice, e piansi. Mi riapproprio del luogo in cui sono nato"

Giletti torna in Rai: "Racconto i 70 anni della tv. Ma non è una rivincita"

Giletti torna in Rai: "Racconto i 70 anni della tv. Ma non è una rivincita"

Roma,  27 febbraio 2024 – L’uscita dalla Rai non era stata né pacifica né indolore. Ma che sapore dolce ha ora il ritorno per Massimo Giletti, accolto in pompa magna a viale Mazzini. Hanno voluto proprio lui come cerimoniere di quel grande evento che sarà La tv fa 70, domani dalle 21.30 su Raiuno. Non una rievocazione nostalgica, ma uno spettacolo per ricordare personaggi, generi, sigle che hanno segnato la storia della tv. Tanti ospiti, a cominciare dai due “padri costituenti“ Pippo Baudo e Renzo Arbore, e via elencando: da Carlo Conti a Maria De Filippi, da Enrico Mentana a Piero Chiambretti, da Amadeus a Iva Zanicchi, da Simona Ventura a Fiorello a tanti altri. Non ci sarà Fabio Fazio. "Lo avevo cercato – spiega rammaricato Giletti - ma non mi ha mai risposto".

Giletti, conclusa anzitempo e alquanto bruscamente l’esperienza a La7, è di nuovo in Rai. Come vive questo – parole sue – ritorno a casa?

"L’emozione più grande è stata ritrovare le persone che avevo lasciato e con le quali ero professionalmente cresciuto. Una sera, quando non c’era nessuno, ho voluto calcare tutto il palco da solo, per riappropriarmi del luogo in cui sono nato. E ho accettato queste sfida perché penso che la Rai possa produrre qualsiasi programma, anche un evento come questo, con le forze interne. Questa serata ci deve far ritrovare l’orgoglio di lavorare per la Rai".

L’addio non era stato semplice.

"No, non lo era stato. Benché fossi stato accolto da La7, alla conferenza stampa di presentazione di Non è l’Arena, piansi, perché per me andare via dalla Rai, in quel modo, era stata una sofferenza. Ma questa è la vita, si passano anche momenti difficili".

Un ritorno che ha il sapore della rivincita?

"No, nessuna rivincita. E se il Massimo Giletti di qualche anno fa avrebbe rivendicato di non avere commesso nessun errore, oggi credo che comunque sia importante avere un grande equilibrio e anche nelle esperienze negative, trovare il modo di migliorarsi. Essere pacato, non farsi trasportare dai sentimenti. Ora mi sento tranquillo e non ho nessun timore di affrontare nuove sfide".

Difficile sintetizzare settanta anni di storia della televisione?

"Una missione impossibile. Utilizzeremo le Teche, grande tesoro della Rai, ma con moderazione per non fare un programma pedagogico, e lo dico con grande rispetto e ammirazione per Techetechetè. Cerco, come sempre, di fare un programma non liturgico. Pur essendo un uomo che va a messa e che spesso è stato salvato dalla fede, penso che in televisione si debba essere un po’ eretici".

È impossibile, naturalmente, ricordare tutti i protagonisti di questi settanta anni. Dispiaciuto in particolare per qualche assenza?

"Avrei voluto Fabio Fazio ma non ci sarà e ne sono rammaricato. Gli ho scritto ma non ho mai avuto risposta e questo mi ha un po’ deluso umanamente. Ma riesco a capire. Io e Fabio ci siamo confrontati in prima linea per molto tempo e ci sono state anche delle tensioni. Comunque penso che Fazio sia un personaggio molto importante nella storia della televisione e avrei voluto raccontare le sue qualità e la sua bravura. Questa è la mancanza che più mi lascia perplesso e amareggiato. Peccato".

In futuro rifarà L’Arena o comunque ha già altri progetti?

"Mi hanno preso in prova. Ho altri progetti ma al momento non so né quando né con chi, e se li realizzerò".

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