di Nino Femiani Grande successo per Il commissario Ricciardi: la serie diretta da Alessandro D’Alatri con Lino Guanciale ha conquistato lunedì sera su Raiuno, al debutto, 5 milioni 900mila spettatori (24,1% di share). Pubblico affascinato dalla Napoli anni Trenta raccontata dallo scrittore Maurizio de Giovanni. Il commissario con il ricciolo bissa il successo di Mina Settembre, altro fenomeno di stagione con oltre 6 milioni di spettatori solo domenica scorsa sempre su Raiuno, eroina interpretata per il piccolo schermo da Serena Rossi (regia di diretta da Tiziana Aristarco) e nata anch’essa dalla fervida penna dello scrittore napoletano. De Giovanni si aspettava una doppietta tanto esplosiva? "Sarebbe un atto di presunzione aspettarsi risultati tanto brillanti. Il mio orgoglio è di aver creato storie in grado di dare...

di Nino Femiani

Grande successo per Il commissario Ricciardi: la serie diretta da Alessandro D’Alatri con Lino Guanciale ha conquistato lunedì sera su Raiuno, al debutto, 5 milioni 900mila spettatori (24,1% di share). Pubblico affascinato dalla Napoli anni Trenta raccontata dallo scrittore Maurizio de Giovanni. Il commissario con il ricciolo bissa il successo di Mina Settembre, altro fenomeno di stagione con oltre 6 milioni di spettatori solo domenica scorsa sempre su Raiuno, eroina interpretata per il piccolo schermo da Serena Rossi (regia di diretta da Tiziana Aristarco) e nata anch’essa dalla fervida penna dello scrittore napoletano.

De Giovanni si aspettava una doppietta tanto esplosiva?

"Sarebbe un atto di presunzione aspettarsi risultati tanto brillanti. Il mio orgoglio è di aver creato storie in grado di dare lavoro a tanta gente in un momento così difficile per il mondo dello spettacolo".

Già con i Bastardi di Pizzofalcone nell’adattamento per Raiuno con Alessandro Gassmann aveva raggiunto il cuore del pubblico tv. Significa che lei riesce a toccare le corde giuste. Il segreto?

"Non c’è una ricetta. Io scrivo appassionandomi alle storie dei miei personaggi. E poi non li mollo, non li lascio andare ma li seguo, soffro e godo con loro, gli voglio bene. Questa partecipazione emotiva credo che si avverta e coinvolge i lettori e gli spettatori".

Scrive pensando già al piccolo schermo?

"Non ho una scrittura finalizzata alla trasposizione in televisione, sono profondamente interessato alla narrazione. Racconto storie che hanno una loro autonomia".

Ma una fiction può anche essere migliore del libro?

"Nel passaggio in televisione ci sono cose che si perdono, ma anche cose che si guadagnano. I bravi sceneggiatori ti possono indicare particolari di un personaggio che tu neppure avevi immaginato".

È vero che vedendo Gassmann nelle vesti di Lojacono ha cesellato nuove sfaccettature psicologiche all’ispettore dei Bastardi?

"È vero. E devo dire che il merito principale è di Alessandro, un attore meraviglioso. Il suo modo di interpretare il personaggio mi ha suggerito nuovi caratteri psicologici per animare il suo pensiero".

Prima i suoi best seller, adesso gli stessi gialli campioni Auditel in tv, quasi come quelli di Montalbano. Che effetto le fa essere paragonato a Camilleri?

"Camilleri è inavvicinabile, è stato il più grande narratore italiano degli ultimi quarant’ anni. Io non sono neppure accostabile a questo maestro straordinario che ha lasciato un’ enorme eredità e nessun erede".

Ricorrendo a un’iperbole calcistica, potremmo paragonare Camilleri a Maradona e de Giovanni a Mertens?

"Mi piacerebbe, sarebbe bello, Mertens ha segnato più gol di Diego. Andrea è stato un fuoriclasse assoluto, una categoria a sé, proprio come Maradona".

Con Mina Settembre guarda al presente, con Ricciardi agli anni Trenta. Mina è solare, Ricciardi è cupo e tenebroso.

"Per uno scrittore i personaggi sono come gli abiti nell’armadio: ci sono quelli più leggeri e quelli più pesanti, quelli per il tempo libero e quello per le cerimonie. Mina è colorata e allegra, un tipo da commedia. Ricciardi è emotivo, sentimentale, forse più profondo. Ma sono perfettamente compatibili tra loro".

Perché il noir italiano rende così bene in televisione, penso ai successi non solo suoi e di Camilleri, ma anche di Manzini con Rocco Schiavone, Malvaldi col Barlume o De Cataldo con Romanzo criminale e Suburra?

"Perché raccontiamo le città, abbiamo storie originali fortemente ancorate al territorio e ognuno ha un modo di raccontare che è anche la scoperta di un posto. Non così nelle altre nazioni: se uno legge un noir francese o scandinavo difficilmente rileva un’identità legata a una città o una regione".

La vita da sceneggiatore le piace?

"È divertente, è come scrivere per il teatro o per i fumetti. L’importante è non annoiarsi".

Dopo i Bastardi, Mina e Ricciardi sarà la volta in tv dell’anziana agente dei servizi segreti Sara?

"Penso di sì. La Palomar ha già acquistato i diritti. Anche Sara diventerà una serie tv".

Ricciardi è un po’ scomparso dalle librerie: ricomparirà?

"Attenti, potrei farvi una sorpresa e farlo tornare molto presto".