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15 mar 2022

I ghiacci dell'Artico non sono mai stati così sottili

I gas serra stanno sciogliendo lo strato di ghiaccio permanente dell’Oceano Artico, con conseguenze pesanti sull’ecosistema della Terra: dobbiamo agire in fretta

15 mar 2022
I gas serra stanno assottigliando i ghiacci dell'Oceano Artico
I gas serra stanno assottigliando i ghiacci dell'Oceano Artico
I gas serra stanno assottigliando i ghiacci dell'Oceano Artico
I gas serra stanno assottigliando i ghiacci dell'Oceano Artico

L'Artico si sta sciogliendo troppo velocemente a causa del calore in eccesso causato dalle emissioni umane di gas serra. Lo rivelano nuovi dati emersi da osservazioni satellitari condotte dall’Università di Washington insieme al California Institute of Technology, secondo cui il ghiaccio marino pluriennale di fine stagione, cioè quello che persiste per diversi anni, in due anni si è assottigliato di circa 50 centimetri, e si registra anche un calo di circa il 16% in soli tre anni. Questo tipo di ghiaccio viene sostituito da ghiaccio marino stagionale, che è meno permanente e che si scioglie completamente ogni estate.

Cosa succede ai ghiacci dell’Artico

Negli ultimi 18 anni, la calotta di ghiaccio marino invernale dell'Oceano Artico ha perso un terzo del suo volume, una cifra impressionante e che non va più sottovalutata. Lo studio americano ha potuto constatare questo fenomeno grazie all’analisi di dati satellitari degli anni scorsi, allo scopo di stimare lo spessore del ghiaccio e la profondità della neve che sta in cima.
I dati provengono dai satelliti ICESat-2 e radar CryoSat-2 in orbita attorno alla Terra. E sono stati combinati utilizzando la tecnologia laser Lidar con quella radar CryoSat-2. È stato così possibile misurare lo spessore del ghiaccio (un processo piuttosto complicato) e confrontarlo sulla linea del tempo. Si è così capito che fino ad ora la scienza ha sovrastimato lo spessore del ghiaccio marino fino al 20 % (o 20 centimetri).

Le conseguenze sul clima

"Il punto chiave è la notevole perdita di volume di ghiaccio marino invernale artico di un terzo del volume in 18 anni”, spiega lo scienziato polare Ron Kwok. Si tratta proprio del ghiaccio più spesso, e quindi più resistente agli scioglimenti stagionali, una sorta di grande riserva per l'Artico che sta venendo meno.
I ricercatori, nel paper pubblicato su Geophysical Research Letters, stimano che circa 6.000 chilometri cubi di volume di ghiaccio invernale siano andati persi in 18 anni. Una dinamica preoccupante, che ha subito un’ulteriore accelerazione negli ultimi 3 anni.
In termini pratici significa un massiccio cambiamento nell’equilibrio degli ecosistemi. Ovvero l’alterazione delle correnti oceaniche fondamentali che influenzano, oltre che flora e fauna artica, anche il clima del pianeta.
La causa di questo sempre più veloce assottigliamento dei ghiacci dell’Artico, sostengono i ricercatori, è la solita, le eccessive emissioni di combustibili fossili. E l'unico modo per fermarlo è limitarle il più possibile, finché siamo in tempo.
"I modelli attuali”, afferma la ricercatrice Sahra Kacimi, “prevedono che entro la metà del secolo possiamo aspettarci estati senza ghiaccio nell'Artico; succederà quando anche il ghiaccio più vecchio, abbastanza spesso da sopravvivere alla stagione dello scioglimento, sarà scomparso".
 

 

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