27 mar 2022

GENERAZIONE Z I GIOVANI CHE AMANO LE BOLLICINE

lorenzo frassoldati
Magazine

di Lorenzo Frassoldati

Corre l’export del vino italiano, ma corrono anche le vendite online. La pandemia ha accelerato le vendite ‘digitali’ del vino che – pur presentando ancora un’incidenza ridotta rispetto per esempio a quelle della gdo (meno del 10% in confronto) – sono ormai un canale importante per i produttori e consumatori. Lo dice la prima ricerca dell’Osservatorio sull’e-commerce del vino, nato dalla partnership tra Nomisma Wine Monitor e Vino.com e dedicato ai trend di consumo e dei profili di chi acquista. Dopo il boom del 2020, influenzato dal lockdown e dalla restrizioni sanitarie, nel 2021 le vendite di vino degli e-commerce hanno continuato a crescere, mettendo a segno un +22% a valore contro una media delle vendite offline della distribuzione moderna del 5%. Il primo focus dell’Osservatorio – su un campione di oltre 100mila acquirenti di vino online in Italia per fascia di età – evidenzia un aumento, tra il 2019 e il 2021, degli acquisti tramite e-commerce da parte di donne e Millennials.

In crescita anche quelli dei più giovani (Generazione Z, 20 - 25 anni) che, assieme ai Millennials, evidenziano acquisti di vini dal prezzo medio più elevato. Nello specifico, quasi il 46% di tutte le bottiglie acquistate online fanno riferimento a consumatori della Generazione X (nati tra il 1965 e il 1979), seguiti dai Baby Boomers (1946-1964) per il 30% e dai Millennials (1980-1995) con un altro 23%. I giovanissimi (Generazione Z) pesano l’1,1%, ma evidenziano acquisti in crescita nel triennio (pesavano per lo 0,6% del totale nel 2019), una tendenza in aumento anche nel caso dei Millennials (passati dal 19,9% al 22,8% nel 2021). Nel 2021, la suddivisione per tipologia dei vini acquistati mette in luce altri spunti di riflessione.

Le bollicine rappresentano una categoria ’trasversale’, nel senso che evidenziano incidenze più o meno analoghe sul totale degli acquisti per fascia generazionale (comprese cioè tra il 26% dei baby boomers e il 32% della Gen Z). I vini rossi invece denotano un peso più elevato nei consumi dei più giovani (rappresentando il 45% delle bottiglie acquistate dai Millennials contro il 41% dei Baby Boomers), al contrario dei vini bianchi che trovano una maggior collocazione nel paniere dei consumatori over 55. I giovanissimi della Generazione Z (1997-2012), pesano appena l’1,1%, ma evidenziano acquisti in crescita nel triennio considerato (pesavano per lo 0,6% del totale nel 2019), una tendenza in aumento anche nel caso dei Millennials, passati dal 19,9% al 22,8% nel 2021.

Si acquista di più online ma si spende meno. Con la pandemia il prezzo medio delle bottiglie acquistate online è diminuito di circa il 7% nel triennio 2019-2021, rispetto al periodo pre-pandemico, una riduzione che ha riguardato principalmente i vini fermi mentre le bollicine vanno in controtendenza (+7%). La sintesi di Denis Pantini, responsabile Agroalimentare e Wine Monitor di Nomisma: "È interessante evidenziare come, a fronte di un calo nel prezzo di acquisto delle bottiglie che ha riguardato trasversalmente tutte le fasce di età, Millennials e Gen Z mostrano in assoluto i prezzi medi di acquisto più alti per tutte le categorie di vini, a dimostrazione di quella voglia di consumi premium che caratterizza soprattutto gli under 40". Aggiunge Andrea Nardi Dei, CEO & founder di Vino.com: "L’analisi indica che se nel 2020 molte persone si sono rivolte all’e-commerce per la prima volta, guidate dalla necessità, ora lo shopping online di vino è una realtà in costante evoluzione tra i consumatori, attratti da comodità del servizio, contenuti che guidano nella scelta i meno esperti e profondità del catalogo".

E c’è chi sulla Generazione Z ha puntato forte come il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano con una analisi di mercato. Su un campione di oltre la metà delle aziende risulta che il 93% di queste ha già cominciato a ricevere consumatori "Z" che per oltre 70% arrivano tramite internet (sito privato o portali di prenotazioni), per il 12,5% per passaparola. Il tipo di visita preferito, per l’81,3%, è quello del racconto dell’azienda seguito da una degustazione, per il 15,6% solo degustazione. Tra le principali curiosità richieste dai consumatori Generazione Z le pratiche in cantina, ma soprattutto la sostenibilità ovvero quali azioni le aziende mettono in campo per valorizzare il territorio e l’ambiente.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?